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20.12.2019

Studenti in pista nel bar inclusivo «Abbatte i muri»

Davide Branco con Massimo Chilese e Franco Visonà.  CRISTINA
Davide Branco con Massimo Chilese e Franco Visonà. CRISTINA

Il “Bartusi” diventa realtà. Con il taglio del nastro di ieri mattina, alla presenza del dirigente scolastico Massimo Chilese, del sindaco dimissionario Davide Branco, del consigliere comunale valdagnese Franco Visonà, del comandane della Compagnia carabinieri di Valdagno Mauro Maronese e del comandante Gianluca Biasetti, è iniziato un nuovo capitolo del prestigioso istituto. L’alberghiero diventa sempre più una scuola del fare con un progetto di inclusione che vede protagonisti 60 studenti con bisogni educativi speciali. Il “Bartusi” è un vero e proprio bar all’interno dell’istituto che punta a valorizzare gli allievi normodotati e i compagni con difficoltà. «Il progetto mira ad essere una inclusione lavorativa reale e a creare un servizio utile alla comunità scolastica fornendo un’occasione di crescita professionale», sottolinea l’ideatore, il professor Vanni Parise. Le classi coinvolte sono le seconde, le quinte di sala che saranno i tutor, e gli studenti con disabilità. Inoltre ci saranno un insegnante di cucina e uno di sostegno di laboratorio-bar. Il locale inizialmente si rivolgerà agli studenti, ai lavoratori e agli ospiti della scuola ma in futuro potrebbe aprirsi all’intero paese. «Gli obiettivi - osserva Parise - sono la valorizzazione dell’allievo, potenziando le competenze professionali acquisite; la realizzazione di attività di simulazione perseguendo la cultura per un lavoro di squadra; la promozione di una formazione che valorizzi il laboratorio come sistema di una didattica di apprendimento per tutti. Si punta poi a sensibilizzare lo studente alla cultura di squadra per valorizzare il vissuto personale e garantire un approccio di inclusione e di potenziamento e a perseguire abilità professionali e competenze specialistiche da poter applicare nel mondo del lavoro a conclusione degli studi». Dopo il ristorante didattico Artusi, realtà ormai consolidata e apprezzata da migliaia di ospiti, il “Bartusi”, con la sua natura informale e conviviale, facilita lo scambio di esperienze tra gli studenti e li avvicina alle componenti scolastiche: docenti e personale. Il dirigente scolastico Chilese è soddisfatto: «Il bar didattico permette agli studenti di mettersi in gioco in una situazione reale e la nuova esperienza è molto apprezzata dagli studenti con bisogni educativi speciali che si sentono ulteriormente valorizzati. Molto importante poi anche la funzione nelle relazioni, un luogo dove poter scambiare delle opinioni tra insegnanti e studenti in modo informale per conoscersi meglio». Il presidente del raggruppamento Ovest Vicentino di Confindustria Vicenza Giuseppe Fortuna sottolinea «la vicinanza dell’associazione al mondo della scuola» e «l’importanza per il territorio di un istituto come l’Artusi». Per il nome e la realizzazione del logo del “Bartusi” è stato indetto un concorso interno alla scuola vinto da Christian Cattelan di 3 C1 che ha realizzato una tazzina fumante sopra quello che è il logo storico della scuola. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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