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17.11.2019

Sprar, Branco vota sì ma finisce in minoranza

Il municipio di Recoaro: la maggioranza tira dritto, contro il sindacoIl primo cittadino Davide Branco
Il municipio di Recoaro: la maggioranza tira dritto, contro il sindacoIl primo cittadino Davide Branco

Lo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, incendia il Consiglio comunale e certifica la spaccatura tra il sindaco e la sua maggioranza. Una crisi al sole, con il primo cittadino Davide Branco che vota per la proposta delle opposizioni, finendo però schiacciato dalla sua maggioranza. I tre gruppi di minoranza, Insieme per Recoaro, Recoaro cambia! e Recoaro Civica, portano in aula una proposta di delibera che chiede a sindaco e giunta di revocare quella che sancisce l’uscita dallo Sprar. In precedenza, la maggioranza aveva approvato il «regolamento comunale degli istituti di partecipazione» che introduce la possibilità di referendum e consultazione popolare nella cittadina. Proprio questa è la strada che intendono percorrere il gruppo di maggioranza Uniti per Recoaro e l’assessore ai servizi sociali Severino Cailotto spiega: «Sullo Sprar va utilizzato il nuovo regolamento. La giunta stabilirà criteri semplici e trasparenti, il quesito sarà chiarissimo, si voterà con un sì o con un no, non si chiederà alcun quorum e l’esito sarà vincolante». Ma intanto la delibera di giunta non viene sospesa. E questo non piace alle opposizioni ma soprattutto al sindaco Branco. «Lo dico in maniera chiara, precisa e concreta. Sui principi io non transigo, vuol dire che quando ho dichiarato ai giornali che questa delibera va revocata, bisogna farlo», tuona il primo cittadino. «Sono il sindaco e va rispettato il mio ruolo istituzionale e la mia storia personale: sono stato per 25 anni in giro per il mondo come cooperante, ora non posso accettare questo comportamento sia per questioni personali che istituzionali. Ho chiesto in tutti i modi e dato tante soluzioni per cercare di risolvere la questione ma nessuna è stata considerata. Ho vissuto in teatri di guerra e non mi faccio impressionare da nessuno. Voterò in modo favorevole alla proposta di delibera anche perché questa situazione sta mettendo a rischio il tessuto sociale che devo salvaguardare. Io non ho tessere di partito, agisco secondo coscienza. Viviamo in democrazia e non in dittatura, c’è libertà di voto per la quale persone sono morte e stanno morendo». Dalle minoranze Luca Antoniazzi sottolinea: «Non c’è il tempo per una consultazione popolare. Avete grossi problemi sulla percezione di cosa sia la democrazia, con un regolamento fatto in fretta dalla giunta volete risolvere la questione. Una consultazione senza un quorum e vincolante per me non è democrazia». Sonia Benetti attacca: «È scandaloso, non potete fare ciò che volete. Avete perseverato nell’errore, è solo una questione politica, siete qua per fare gli interessi della Lega e non del paese. Non avete argomenti». Per Franco Viero «il ricorso alla consultazione è un’ambiguità che va smascherata. Non siete in grado di giustificare la scelta di revocare lo Sprar ossia un progetto di apertura, accoglienza e convivenza. La maggioranza sacrifica dignità e valori per la fedeltà a un partito». Andrea Checchetto osserva: «Anche Salvini ha dichiarato che chi scappa dalla guerra va accolto e questo lo Sprar fa». La proposta di delibera delle minoranze incassa il voto del sindaco ma viene respinta dalla maggioranza. La spaccatura al vertice è conclamata. Gli assessori Chiara Mantese e Stefano Corrà affermano: «Non siamo contrari alla revoca della delibera ma vogliamo che i cittadini possano esprimersi». Ora il sindaco Branco deciderà sul da farsi, appare probabile un rimpasto di giunta ma non è detto che sia sufficiente. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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