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07.05.2019

La femmina del cigno ucciso trovata morta di crepacuore

La femmina di cigno morta di crepacuore per aver perso il compagnoIl cigno ucciso e la sua compagna
La femmina di cigno morta di crepacuore per aver perso il compagnoIl cigno ucciso e la sua compagna

Non ce l’ha fatta. Troppo il dolore per la perdita dell’amato compagno ucciso a bastonate lo scorso venerdì e ritrovato senza vita con il collo spezzato. Dopo poco più di 48 ore anche la femmina di cigno del laghetto superiore del parco di Recoaro è morta, si è lasciata andare, sopraffatta dalla tristezza. Dal 2003 avevano vissuto per 15 anni fianco a fianco dopo che 16 anni fa venne ucciso, ieri come oggi, l’esemplare di cigno reale maschio. All’epoca la femmina venne trasferita al lago di Fimon e il piccolo specchio d’acqua del parco divenne la “casa” della nuova coppia. L’improvvisa e drammatica fine del maschio è stata fatale anche all’esemplare femmina. Il cigno infatti è un animale monogamo e fedele. La femmina, rimasta sola, da venerdì scorso non aveva più toccato cibo, si muoveva svogliatamente sullo specchio d’acqua e la sua malinconia traspariva. Anche questo esemplare, come il maschio, è stato trasportato all’istituto zooprofilattico per constatare le cause della morte che sembrerebbero naturali. Al laghetto sono sopraggiunti il sindaco Davide Branco, con i carabinieri forestali e i carabinieri della stazione di Recoaro e Dorino Stocchero, ex agente di polizia provinciale che da esperto di animali non si tira mai indietro se c’è da aiutare. «Sicuramente - dice il sindaco - quanto accaduto rattrista profondamente e non è un bel biglietto da visita per il paese. La femmina purtroppo si è lasciata andare, era assente. Recoaro è profondamente legata a questi animali tanto che sulla sommità del municipio due esemplari scolpiti fanno bella mostra. Ora, dopo la programmata pulizia del laghetto, bisognerà pensare a mettere delle protezioni per evitare che i cigni siano a contatto con le persone in modo da garantirne l’incolumità». «Dopo la morte del maschio - aggiunge Stocchero - la femmina era triste, non mangiava più. Nel laghetto inferiore ci sono i figli di questa coppia, un maschio e una femmina, che hanno due anni e sono troppo giovani per procreare. Inoltre sarebbe opportuno che i nuovi nati non nascessero da due fratelli anche se nel mondo animale sicuramente non ha la stessa rilevanza che si ha negli uomini». Il maresciallo Davide Simeoni dei carabinieri forestali aggiunge: «Nelle coppie, specie in quelle di lunga data, quando viene a mancare il compagno l’esemplare che sopravvive ne risente. Si vedeva infatti che non era più la stessa, era strana». Quanto alle indagini per la morte del cigno maschio Simeoni assicura che stanno proseguendo e che nei prossimi giorni si dovrebbero avere dallo zooprofilattico e dall’università di Padova i riscontri ufficiali per stabilire le cause della morte. Lo stesso iter verrà seguito per la femmina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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