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08.10.2019

I tormenti di Branco: «Sprar, non ho deciso io»

Davide Branco, sindaco di Recoaro da 17 mesi
Davide Branco, sindaco di Recoaro da 17 mesi

«La gestione dello Sprar è stata data con piena delega al vicesindaco Stefano Corrà e all’assessore ai servizi sociali Severino Cailotto che hanno seguito dall'inizio la questione e hanno avuto modo di incontrare la cooperativa e gli altri enti interessati per poi deciderne in Giunta l’uscita. Per ragioni di ordine etico ho voluto non essere coinvolto visto che per decenni mi sono occupato di sviluppo economico e sociale in varie parti del mondo addirittura fino al maggio 2018 e non avrei potuto valutare obiettivamente una situazione che continua da anni». Il sindaco Davide Branco spiega così come il Comune di Recoaro è giunto alla decisione di uscire dallo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, scelta che ha acceso un intenso dibattito in vallata. Le parole di Branco sono nero su bianco in un comunicato stampa, vergato dopo aver declinato la richiesta di un’intervista da parte di questo giornale. Dalle sue parole emerge comunque uno spaccato non solo politico ma anche umano, tra difesa dagli attacchi delle minoranze e rivendicazione della propria autonomia di pensiero rispetto alla stessa maggioranza. «Non essendo stato coinvolto in tutti i passaggi della questione Sprar potrei dire o riferire di situazioni non precise. Al momento c’è una raccolta firme, strumento di democrazia diretta, che non voglio assolutamente fuorviare con opinioni mie e quindi voglio attendere», precisa il sindaco. La decisione presa dalla giunta di uscire dallo Sprar, seguita da un consiglio comunale bollente dove le opposizioni avevano duramente contestato la scelta, se da un lato non scalfisce la maggioranza che tira dritto, dall’altra non ha lasciato indifferente il primo cittadino. Al punto che Branco va oltre, annunciando che la sua attività di «sindaco a tempo pieno» sta per finire e a breve riprenderà «incarichi di cooperazione internazionale visto che la macchina del Comune adesso ha raggiunto un livello di autonomia operativa e gli assessorati sono in grado di viaggiare sulle proprie gambe» e quindi il primo cittadino si dedicherà a tempo parziale al suo ruolo. Non solo: rivendica quanto fatto con i numerosi cantieri iniziati o in partenza, e sottolinea: «Qualcuno ha anche detto che io tengo alla poltrona - dice - scrive - ma quella di sindaco è una poltrona che è carica solo di responsabilità e di servizio che oramai sempre meno persone vogliono ricoprire. Inoltre chi lo ha detto mi sembra che di poltrone ne tenga due, mentre ricordo che il sottoscritto già all'inizio della campagna elettorale si era dimesso dai vari incarichi, nonostante non ci fosse alcuno obbligo, se non etica e correttezza». Qui il pensiero è al capogruppo di “Recoaro civica” Andrea Checchetto che è anche presidente della Pro loco. Il sindaco poi chiude tornando sullo Sprar, a sottolineare tutti i tormenti: «Nei prossimi giorni -afferma Branco - farò ulteriori valutazioni anche personali ed affiderò ad un successivo comunicato la mia posizione personale». La sensazione, in un verso o nell’altro, è che il mandato amministrativo sia a un punto di svolta. •

Luigi Cristina
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