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14.11.2019

Branco, ultimatum alla giunta «Delibera sospesa o salta tutto»

Davide Branco
Davide Branco

«Non si può continuare così. Se venerdì in Consiglio comunale non verrà votata la sospensione o la revoca della delibera di giunta che ha fatto uscire Recoaro dallo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, lunedì ne trarrò le conseguenze e darò le dimissioni. In alternativa, potrei procedere a un rimpasto della giunta revocando le deleghe all’assessore a rapporti istituzionale, turismo e finanziamenti Stefano Corrà e procedendo alla sostituzione dell’assessore esterno all’urbanistica e lavori pubblici Stefania Pastore». Il sindaco di Recoaro Davide Branco è pacato, ma fa sapere che la misura è colma. In questa crisi di giunta a cuore aperto, dall’altra parte ci sono Corrà e Pastore. Che puntano sul fatto che «il Consiglio approvi la modifica al regolamento in modo da permettere di effettuare consultazioni popolari su temi sentiti, come lo Sprar adesso o un domani il funzionamento della cabinovia». Su come si svolgeranno le consultazioni, le regole del gioco «saranno decise dalla giunta, sarà di qualcosa di semplice senza tecnicismi inutili per poter far esprimere i cittadini: Sprar sì o Sprar no in sostanza». “Qualcosa di semplice” non è al momento chiaro che cosa significhi all’atto pratico, né che valore avrà: consultivo o vincolante? Quel che è certo è che tutti i Comuni che hanno modificato statuti e regolamenti per allargare le maglie degli “istituti di partecipazione popolare” sono, necessariamente, passati da un articolato iter, con il coinvolgimento delle minoranze. Intanto il leghista Corrà e Pastore cercano di minimizzare gli attriti interni: «La giunta e la maggioranza sono compatte, non è vero che ci sono divisioni», dicono contraddicendo il sindaco. «Vogliamo dare alla popolazione la possibilità di esprimersi liberamente dopo una raccolta firme che puntava a incutere timore paventando l’instaurazione di un Cas, Centro di accoglienza straordinaria, se si fosse usciti dallo Sprar: una cosa falsa». I due assessori escludono però la possibilità di sospendere la delibera in attesa del voto popolare: «La decisione sarà data dall’esito della consultazione, inutile continuare a cambiare decisione». Emerge però anche un malessere generale con il primo cittadino Branco: «Viene poche volte in giunta e da molto tempo non si confronta con la maggioranza», fanno sapere. Insomma, ulteriori segnali di una burrasca all’orizzonte. Nel frattempo le minoranze non stanno a guardare. Sonia Benetti, di Recoaro cambia! osserva: «Non abbiamo niente in mano in vista del Consiglio. Basterebbe lavorare nella conferenza dei capigruppo per un regolamento condiviso, ma questa maggioranza ha grossi problemi con la democrazia». Luca Antoniazzi, di Insieme per Recoaro, concorda: «La questione andava portata in conferenza dei capigruppo. Comunque sullo Sprar la gente si è già espressa con le firme». Andrea Checchetto, di Recoaro Civica, chiude: «È un grande pastrocchio, si spende di più per una consultazione che per mantenere il progetto. Il sindaco è in mano alla Lega». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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