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20.11.2019

Branco sfiducia Corrà ma perde l’intera giunta

Crisi in vista per l’Amministrazione comunale.   ARCHIVIOIl sindaco Davide BrancoStefano Corrà, sfiduciato da vice
Crisi in vista per l’Amministrazione comunale. ARCHIVIOIl sindaco Davide BrancoStefano Corrà, sfiduciato da vice

Recoaro rimane senza giunta comunale. Dopo che il Consiglio di venerdì scorso aveva sancito di fatto la spaccatura tra la giunta e il resto della maggioranza di Uniti per Recoaro da un lato e il sindaco Davide Branco dall’altro (che aveva votato con le minoranze a favore della revoca della delibera che ha fatto uscire il paese dallo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), il primo cittadino ha tolto le deleghe a Stefano Corrà che era, oltre che vice sindaco, anche assessore a rapporti istituzionali, turismo e finanziamenti. Per reazione, a quel punto, si sono a loro volta dimessi gli altri tre assessori, Chiara Mantese con deleghe a bilancio, tributi, programmazione, sport, associazioni e pari opportunità, Severino Cailotto che si occupava di servizi sociali, commercio e attività produttive e personale e Stefania Pastore, assessore a urbanistica e lavori pubblici. La crisi al vertice del Comune è quindi esplosa in maniera totale e ora il prosieguo della vita dell’amministrazione stessa appare appeso a un sottile filo. A parte Pastore, a che era assessore esterno, tutti gli altri rimangono comunque in carica come consiglieri. Branco intende voltare pagina, ma proseguire il mandato. «Nel più breve tempo possibile» procederà «alla nomina di due assessori esterni per formare una nuova giunta tecnica e flessibile con persone fuori da ideologie di partito», il riferimento implicito è alla Lega, «per portare avanti le opere pubbliche iniziate o in procinto di partire: sarebbe da irresponsabili arrivare adesso ad un commissario con tanti cantieri aperti. Oltretutto - prosegue Branco - sarebbe la seconda volta in meno di 10 anni e negli oltre 100 anni di storia del Comune che cade l’amministrazione per colpa delle solite, o solita, persona». Qui l’attacco, non troppo velato, è al vice sindaco Corrà (che della Lega è il punto di riferimento in paese) che ricopriva lo stesso incarico quando a cadere fu la giunta guidata dall’allora sindaco Franco Perlotto. «Non mi sorprende ma mi delude che la giunta, pur di non fare un passo indietro nell’interesse del paese e seguire la mia proposta, agli atti, di sospendere la revoca dello Sprar, come ormai la stragrande maggioranza della cittadinanza chiede, ha deciso di dimettersi dopo che io avevo iniziato il rimpasto - osserva Branco -. Lo Sprar è stato il culmine di mesi di incomprensioni e dissapori tra me e la giunta e parte del gruppo di maggioranza che mi ha portato a saltare giunte e riunioni di maggioranza: troppe le diversità di vedute, di opinioni, di sensibilità che lo Sprar ha messo in evidenza», conclude il sindaco. L’ex giunta dal canto suo replica in una nota congiunta: «Abbiamo lavorato con competenza e trasparenza nell’interesse della comunità recoarese, agito con lealtà e coerenza mentre il sindaco si è sempre più assentato lasciando i suoi assessori soli senza partecipare a giunte e non confrontandosi con la maggioranza fino a votare contro in modo ambiguo sulla vicenda Sprar, una prima volta contro le minoranze per poi passare a favore nel Consiglio successivo e astenendosi e poi votando a favore della consultazione popolare nell’ultima seduta». Per il futuro la palla è nelle mani della maggioranza che al momento non ha messo in agenda una mozione di sfiducia contro il sindaco. Il 18 dicembre è previsto un Consiglio comunale con all’ordine del giorno il bilancio di previsione. Sarà la prova del nove per la vita del mandato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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