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27.04.2020 Tags: Valdagno

Prima sul tetto, ora
sul colle: la messa
risuona in vallata

Prima aveva sorpreso tutti, salendo sul tetto della canonica di Ponte dei Nori per celebrare la messa di Pasqua a beneficio di fedeli invitati a partecipare dai balconi di casa. Stavolta è salito più su, in cima alla collina del Monte Bujelo, là dove svetta da oltre sessant'anni la grande croce sopra la popolosa e vivace frazione di Piana, così che la voce del Vangelo e la preghiera domenicale potessero risuonare giù nella vallata, fin dove il vento poteva condurre il suono. Don Matteo Menini ha portato ancora una volta la preghiera all'aria aperta, in questi tempi di chiusura forzata all'interno delle proprie dimore, adattandola ai tempi di quarantena collettiva.Il sacerdote che guida l'unità pastorale di Ponte dei Nori, Massignani e Piana è tra coloro che, di fronte all'emergenza coronavirus e alle conseguenti misure restrittive che hanno bloccato la mobilità delle persone, non sono stati con le mani in mano. Si è ingegnato e si è attivato per dare una nuova veste al proprio ruolo e per declinare il messaggio cristiano in modalità nuove. Ha cavalcato i nuovi media, giovandosi delle opportunità offerte da internet e dai social network, ma ha anche trovato il modo di riservare un ruolo all'incontro non solo virtuale ma anche "fisico" della comunità: non attraverso la vicinanza tra corpi, ma attraverso l'ascolto delle stesse preghiere diffuse con gli amplificatori in luoghi aperti. E come era salito sul tetto della canonica di Ponte dei Nori per celebrare la messa di Pasqua, così ieri mattina ha intonato la messa dall'alto del Monte Bujelo. Alla vigilia aveva indicato le regole d'ingaggio, ricordando a tutti i fedeli che non era possibile presenziare fisicamente e raccomandando il rispetto delle prescrizioni anti-covid all'insegna del #iorestoacasa. La celebrazione di ieri, diffusa con gli altoparlanti, ha bussato agli orecchi della frazione, di molte contrade ed è risuonata fino a valle, raggiungendo per altro una comunità molto più vasta di quella che in tempi di vita ordinaria si reca in chiesa. Le parole del sacerdote, che ha celebrato insieme con don Pino, sono salite sulle ali del vento, mescolandosi al canto degli uccelli. Esperimento riuscito, anche stavolta.«L'idea è stata felice e anche la scelta del luogo - afferma Piero Zanatta, autore di libri sulla storia locale di Piana -. Il Monte Bujelo e la sua croce sono un simbolo della frazione e un punto di riferimento. Quella croce, costruita per la prima volta nel 1959, fu rifatta due volte ad opera degli alpini». Esperimento riuscito anche perché il suono ha raggiunto le case «forte e chiaro». E chi voleva, «poteva anche seguire la diretta web». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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