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19.12.2019

Nuove case, il Comune tira il freno

Una veduta aerea di Valdagno con la zona del centro storico. Il Comune frena sulla nuove case
Una veduta aerea di Valdagno con la zona del centro storico. Il Comune frena sulla nuove case

Per i prossimi anni in città si potranno consumare poco più di 12 ettari. Un freno alle nuove edificazioni che è scattato con l’approvazione della variante al Pati in consiglio comunale, passata nonostante l’astensione delle minoranze. Nessun ricorso, dunque, da parte della città contro la superficie attribuita dalla Regione, anzi una decisione considerata in linea con la filosofia abbracciata dal Comune che aveva anticipato le mosse con il Piano degli interventi. «La variante è stata avviata subito quando avevamo in corso la procedura di piano -ha spiegato l’assessore all’urbanistica Michele Cocco-. Quindi il Pi approvato era già adeguato agli obiettivi assegnati dalla Regione nel 2017. Abbiamo concertato anche con i proprietari dei terreni la decisione di farli diventare da edificabili ad agricoli. È stato un percorso costruito insieme per dare alla città una prospettiva di sviluppo sostenibile». L’obiettivo è proprio quello di completare la città e, dalla nuova mappa, balza all’occhio che le espansioni in programma sono contenute nelle dimensioni e nel numero. Riprova ne è che delle 33 perequazioni previste nel precedente Prg ne sono rimaste solo quindici, con un risparmio di suolo di 150 mila metri quadrati: quattro in Campagna Festari, una a Piana, una in via Murri, due in fase di completamento di cui una a ponte Garzaro e l’altra in via San Rocco, una a Novale, una in via Fontanella, due ai Ruari e altrettante a San Quirico ed una a Menovre. «Alcune sono state eliminate, altre ridotte per superficie o in termini di comparti in modo da renderle indipendenti - ha aggiunto Cocco -. È una scelta politica che tiene conto anche dei risvolti sociali. Oggi le lottizzazioni devono essere a misura di cittadino anche per i costi di realizzazione. In questo modo si dà la possibilità ai valdagnesi di costruire la propria abitazione e si dribbla il rischio dell’invenduto». Ma nella partita per abbattere il consumo del suolo, con l’obiettivo regionale zero nel 2050, sono state giocate anche altre carte: «Le perequazioni più piccole rimaste sono state trasformate in edificazione diretta soggetta all’obbligo di realizzare opere a servizio della città, soprattutto parcheggi e allargamenti stradali - ha proseguito l’assessore -. Inoltre per semplificare ulteriormente l’attuazione delle espansioni alcune opere pubbliche di più complicata realizzazione saranno portate avanti dal Comune slegandole dalle iniziative dei privati». Ecco allora la ciclabile a San Quirico e il parcheggio della frazione, l’area verde alla Ruetta e un allargamento stradale in via Fontanella. Su indicazione della Regione è arrivata anche la nuova cartografia che ha tracciato il nuovo solco per delimitare l’ambito dell’urbanizzazione consolidata, ovvero il perimetro in cui costruendo non si consumano i 12,40 ettari a disposizione. «Non abbiamo contestato la superficie assegnata perché condividiamo l’obiettivo della riduzione del consumo del suolo e riteniamo la misura decisa sufficiente per lo sviluppo futuro. Ma ci sono comunque aspetti della legge regionale molto discutibili, come considerare consumo del suolo le aree di espansione inglobate nel cuore della città. Vuol dire non incentivare l’edificazione dove è già urbanizzato con il rischio di toccare invece zone ancora verdi. Per non parlare dell’errore macroscopico di lasciare fuori le grandi superfici commerciali e i parcheggi che richiedono. Un aspetto che anche se non ci tocca direttamente ci riguarda da vicino», ha concluso Cocco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica Molinari
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