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19.07.2019

Muore la cagnolina
Le fanno l’epigrafe
E la città si divide

L’epigrafe di una cagnolina tra quelle di uomini e donne defunti: caso inedito che divide le opinioni.  VE.MO.
L’epigrafe di una cagnolina tra quelle di uomini e donne defunti: caso inedito che divide le opinioni. VE.MO.

VALDAGNO. Negli spazi adibiti agli avvisi funebri spunta l’epigrafe di un cane. Tra Paolo e Irene, sopra Augusta e Anna, qualcuno si è ritagliato uno spazio per Birba. È stata grande la sorpresa dei valdagnesi che ieri mattina, intenti a leggere chi fosse deceduto, si sono trovati accanto ai defunti la foto di Birba IV, una cagnolina venuta a mancare lo scorso martedì.

 

L’epigrafe è ufficiosa, non è stata infatti realizzata da una agenzia di pompe funebri, ma realizzata con dovizia di particolari a cominciare dalla foto per finire con il testo che riporta il nome dei proprietari, Diana Culpo e Alberto Simionati. Un gesto che per l'autore è stato un «atto d'amore», ma che divide le opinioni, sui social network - dove la foto dell'epigrafe ha iniziato a girare velocemente - e nelle chiacchiere sul marciapiede. Tanto che magni ignote, già ieri mattina, avevano rimosso le epigrafi stesse.

 

Proprio parlando con Simionati, noto legale di 86 anni, si capisce quanto speciale fosse il rapporto che lo legava alla sua Yorkshire: «Sono una persona istintiva. Dopo che Birba è morta, nella notte tra martedì 16 e mercoledì 17, ho inforcato la bicicletta e ho affisso tre epigrafi che avevo realizzato. È stato un atto d’amore e mi dispiace se alcuni pensano sia un oltraggio ai loro cari. Io e mia moglie vivevamo per quella cagnolina, per noi era meglio di un umano».

 

 

L'iniziativa come detto ha suscitato dibattito e la città si è divisa fra chi ha trovato giusto il gesto, chi lo ha bocciato e chi invece sostiene che ognuno dovrebbe essere libero di fare ciò che vuole per ricordare una persona o un animale caro. 

Luigi Cristina
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