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07.04.2019

Le braccia alpine per fiumi e frane Omaggio all’Aquila

I volontari hanno pulito la strada militare del Monte Civillina.  L.CRI.Rocciatori ai Meggiara per posizionare una statua della MadonnaLezione di intervento antincendio con gli studenti.  L.CRI.
I volontari hanno pulito la strada militare del Monte Civillina. L.CRI.Rocciatori ai Meggiara per posizionare una statua della MadonnaLezione di intervento antincendio con gli studenti. L.CRI.

Giornata di lavoro per i mille volontari della protezione civile alpina del Triveneto che da nord a sud della Valle dell’Agno sono stati impegnati in 40 cantieri. La grande esercitazione ha coinvolto penne nere provenienti da ogni angolo di Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. In molti hanno passato la notte al PalaSoldà e al Palalido. Nella mattinata il campo base di via Volta è stato invaso dai 200 ragazzi delle scuola media di Novale che, divisi in gruppi, hanno potuto vedere da vicino il lavoro della protezione civile: dall’aib antincendio boschivo, all’informatica e telecomunicazioni da campo, passando per l’impianto di potabilizzazione dell’acqua, all’attività dei sommozzatori e del soccorso fluviale. Inoltre è stato possibile visitare il Pma, posto medico avanzato, e vedere all’opera il gruppo cinofilo con i loro cani da ricerca. Alla giornata della protezione civile Ana, che precede l’adunata intersezionale alpina in programma oggi, erano presenti tra gli altri il presidente nazionale Sebastiano Favero e quello della sezione valdagnese Enrico Crocco, il sindaco di Valdagno Giancarlo Acerbi e il coordinatore della protezione civile Ana di Valdagno Giuseppe Bertoldi. Presente anche l’assessore regionale Elena Donazzan: «Da qui un ricordo a L’Aquila - ha sottolineato l’assessore veneto -. Dieci anni fa la protezione civile fu punto di riferimento come lo è tuttora. Gli alpini furono un esempio per impegno, preparazione e senso del dovere». Con il pensiero rivolto anche alle popolazioni abruzzesi, gli alpini hanno messo testa, cuore e braccia a servizio della cura del territorio e dell’educazione dei giovani studenti della vallata. Una squadra di 20 rocciatori ha lavorato in contrada Meggiara per posizionare una statua raffigurante la Madonna nella grande parete franata qualche anno fa poco sopra l’abitato. La fessura è stata allargata per permettere di costruire un sostegno idoneo dove posare la statua che è stata calata dalla sommità del monte. Un’opera imponente alta un metro e venti e pesante oltre 100 chili posizionata a 40 metri da terra. In tanti tra i residenti sono scesi in strada per ammirare la bravura di questi “scoiattoli” bellunesi che hanno realizzato quello che era un desiderio della comunità. Altri 120 alpini erano dislocati per la pulizia e il taglio di piante e arbusti lungo l’area di Novale. A Recoaro la protezione civile alpina è intervenuta con la sistemazione e pulizia della strada militare risalente alla Grande Guerra che sale al Monte Civillina. Una cinquantina di volontari con tre mezzi hanno livellato il terreno e creato delle canalette di scolo per evitare che dopo le piogge la strada si rovini. Da località La Guardia ai Sudiri si è pulito dalla vegetazione il tratto che porta al punto di osservazione Diana 1 che è usato per sorvegliare la frana del Rotolon. A Trissino alle scuole del centro sono state tagliate le piante che erano ammalate e sono state sostituite da altre subito dopo. A Cornedo Vicentino impegnate squadre di cinofili con ricerca di persone e l’antincendio boschivo mentre nell’alveo dell’Agno c’è stata un’esercitazione dl rischio idrogeologico con simulazione di un allagamento. Interventi anche a Muzzolon e Cereda con pulizia di muretti e sentieri. A Castelgomberto in via Cengelle è stato effettuato il disgaggio di alcuni massi pericolanti mentre a Brogliano ci sono stati lavori di pulizia degli argini dell’Agno. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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