Nogarole Vicentino

Impiegata diciassettenne trovata morta: caso riaperto dopo 42 anni

Dopo 42 anni la procura ha riaperto il caso legato alla morte di Nadia Chiarello, la ragazza di 17 anni che il 19 gennaio 1979 era stata trovata esanime, in un fosso, lungo la Provinciale ad Arso.
Gli uffici investigativi della procura, coordinati dal procuratore capo Giorgio Lino Bruno, stanno eseguendo degli approfondimenti sulla vicenda che portò al ritrovamento del corpo di Nadia; al momento non risultano ancora persone iscritte sul registro degli indagati, né un’eventuale ipotesi di reato.
La svolta della procura arriva dopo che nei mesi scorsi la famiglia della giovane impiegata di Nogarole aveva lanciato un appello perché la vicenda non fosse dimenticata. 
Dalle pagine del nostro giornale Barbara, sorella di Nadia, nel maggio scorso aveva lanciato un appello che conteneva tutta la sofferenza vissuta dalla sua famiglia in questi oltre quarant’anni: «Sono stanca di soffrire, di vedere soffrire mia mamma. Mio padre è morto senza avere una risposta, senza trovare pace». 
La famiglia non ha mai accettato che il caso finisse in archivio e nemmeno la tesi per cui Nadia sarebbe stata uccisa da un pirata della strada mai però trovato. Quando morì la giovane, da un mese lavorava nell’ufficio di una conceria. La sera del 10 gennaio 1979, dopo essere uscita dall’azienda, non tornò più a casa. Fu trovata morta dopo 9 giorni in un fosso nelle vicinanze della sua ditta. È possibile che in quel lungo lasso di tempo nessuno si fosse accorto del corpo di Nadia, privo di vita, tra l’altro lungo una strada trafficata?
L’autopsia, eseguita dopo il rinvenimento del cadavere, constatò un trauma cranico come causa del decesso e il caso venne archiviato. I familiari, però, in tutti questi anni non hanno mai accettato la versione dell’incidente stradale compiuto da un automobilista rimasto senza un nome e senza un volto.
«Ci siamo sentiti abbandonati», aveva ripetuto la sorella della ragazza. Che poi aveva raccontato di come il fosso in cui era stato trovato il corpo di Nadia fosse stato setacciato nel corso delle ricerche senza che vi fosse stato trovato nulla. La famiglia della giovane, all’epoca 17enne, si era rivolta anche alla trasmissione televisiva di Rai 3 “Chi l’ha visto” per cercare di non far dimenticare una vicenda rimasta insoluta per decenni e ancora piena di punti interrogativi.
Domande a cui nessuno è mai riuscito a dare una risposta lasciando la morte di Nadia Chiarello avvolta nel mistero. Adesso, dopo 42 anni, a riportare alla luce il caso, rispolverando dagli archivi un fascicolo rimasto sugli scaffali del vecchio palazzo di Giustizia ci proverà la procura. Ma sarà un lavoro lungo e molto complicato, che però riaccende la speranza di giustizia.

 

Matteo Bernardini