Nogarole Vicentino

Impiegata 17enne trovata morta 42 anni fa. I dubbi in paese: «Troppe incongruenze»

Un mistero irrisolto avvolto dai dubbi. La morte di Nadia Chiarello è un grande interrogativo da 42 anni a Nogarole. Un pirata della strada o un delitto? La risposta non c’è ancora stata. I familiari non hanno mai accettato la tesi dell’incidente stradale. E in paese, sul caso della 17enne sparita nel nulla il 10 gennaio 1979, si sono fatte strada ipotesi e congetture tra la gente, ma sempre senza riscontri concreti, fino via via a indebolirsi con il passare dei decenni. Ora, però, la riapertura del caso ha riportato in luce la tragedia e le «troppe incongruenze», confidano i paesani. Anche se il tempo trascorso ha affievolito i ricordi o ha fatto prdere preziosi testimoni, la vicenda non è stata del tutto dimenticata. «Mio nonno Luigi Vencato, oggi anziano, era sindaco di Nogarole in quegli anni», racconta Fabrizio il titolare di una trattoria in centro. «Ha avuto a cuore questa brutta vicenda e ha fatto di tutto per cercare di arrivare alla verità. Il padre di Nadia, Enzo, soffriva e non ha mai smesso di cercare di sapere come siano andate le cose. Mio nonno era in contatto con le forze dell’ordine e si è impegnato in prima persona, ma non è stato possibile arrivare a nulla». La morte di Nadia Chiarello è vista come un misterioso giallo difficile da risolvere. «Se non sono arrivati a sapere nulla all’epoca, sarà difficile dopo 40 anni», dice qualcuno. Ma molta gente sembra avere dubbi sull’incidente, perché il corpo è stato trovato in un fosso 9 giorni dopo la scomparsa della ragazza. Nadia era impiegata in una conceria, di fronte al luogo dove venne ritrovata. Quel 10 gennaio 1979 non tornò più a casa. Iniziarono le ricerche. «Nel fossato alle 20.30 non c’era», assicura la sorella Barbara, che da 42 anni non si dà pace. Poi, il ritrovamento, in quel punto ad Arso, lungo la provinciale Valchiampo. «In paese ho sempre sentito commentare il fatto come una storia strana con troppe domande lasciate senza risposta» racconta il sindaco Romina Bauce. «Alla gente suonava strano che il caso fosse stato archiviato in pochi mesi. Francamente pare inaccettabile chiudere così una morte con trauma cranico di una ragazza di 17 anni. Molte le incongruenze e fitta la nebbia su questo caso. Spero che la riapertura del caso possa fare luce sull’accaduto».

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Matteo Pieropan