La storia

Il nipote: «Mio zio scomparso da 5 anni. Viviamo una vita d’angoscia»

Gli appelli dei familiari comparsi più volte in tv e sui social per ritrovare Mario Rasia
Gli appelli dei familiari comparsi più volte in tv e sui social per ritrovare Mario Rasia
Gli appelli dei familiari comparsi più volte in tv e sui social per ritrovare Mario Rasia
Gli appelli dei familiari comparsi più volte in tv e sui social per ritrovare Mario Rasia

Cinque anni di dubbi, di speranze e di pensieri. Cinque anni in cui è rimasto indelebile il ricordo di Mario Rasia, originario di Cornedo, scomparso nel 2017 all’età di 85 anni dopo essere uscito dal residence Castiglieri di Recoaro Mille, per fare una passeggiata. «Speriamo sempre - dice uno dei nipoti, Luciano Rasia -, che giunga qualche notizia positiva. Speriamo sempre che possano ritrovarlo. È doloroso vivere senza sapere che fine ha fatto: vogliamo credere che sia ancora vivo e nella malaugurata ipotesi che non sia così, l’unica cosa che desideriamo è che possa essere ritrovato, così da avere una tomba su cui pregare».

Il pensionato era in villeggiatura ospite del nipote Manuel Servidati, che proprio in occasione dell’anniversario, a cinque anni di distanza dalla scomparsa, attraverso l’associazione Penelope (che si interessa delle persone sparite) ha lanciato un appello per cercare notizie sullo zio che oggi avrebbe raggiunto l’età di 90 anni.  Per tentare di ritrovare il chimico in pensione erano state attivate ricerche, a più riprese, da parte di una task force di 50 persone tra Soccorso alpino, vigili del fuoco, carabinieri e protezione civile. Erano stati impegnati sul campo anche elicottero e unità cinofile nonché i sommozzatori.

 

Mario Rasia è sparito nel nulla, 5 anni fa, dopo essersi allontanato dal “Castiglieri” a Recoaro Mille.
Mario Rasia è sparito nel nulla, 5 anni fa, dopo essersi allontanato dal “Castiglieri” a Recoaro Mille.

 

«Nostro zio è scomparso nel nulla e le ricerche, fino a oggi, non hanno dato alcun esito - ricorda Luciano Rasia -. Era stata setacciata l’area dei Castiglieri, inoltrandosi in zone impervie, per giorni e giorni, senza risultati». Nessuna traccia, vano ogni tentativo di ritrovare il pensionato, vedovo di Bruna Marangon, ingegnere chimico che aveva lavorato una vita alla Fis di Montecchio Maggiore, città in cui risiedeva. «Il giorno in cui non si sono più avute sue notizie, il 23 giugno 2017 verso le 15.30, ho incontrato lo zio al bar Castiglieri - ricorda Luciano -. Era arrivato poco prima dalla Gabiola: era uno sportivo, gli piaceva camminare e d’inverno andava in Val Senales per sciare. Niente faceva presagire che da lì a poche ore dal nostro incontro sarebbe scomparso nel nulla. Rinnovo l’appello: chi ha notizie o chi ha elementi che possano essere utili per il suo ritrovamento si faccia avanti. Sono passati cinque anni ma il suo ricordo è sempre vivo in noi. Quanto accaduto resta un mistero». 

Rasia era conosciuto a Montecchio Maggiore, dove abitava, ma era di casa a Cornedo: raggiungeva spesso San Sebastiano, dove risiedono i parenti della moglie Bruna. «Veniva spesso a trovarci - ricorda ancora Luciano -. Era molto unito ai suoi nipoti. Per questo anche Manuel Servidati non ha mai perso le speranze di avere sue notizie, anche per il fatto di far parte dell’associazione Penelope, di cui è un componente attivo. La sua scomparsa ha creato molto sconcerto fra noi, che lo conoscevamo bene, ma anche fra i tanti amici che aveva a Cornedo». La speranza dei parenti è che possa essere ancora vivo, pur alla soglia dei 90 anni, magari chissà dove. «Zio Mario era un uomo di grande fibra: è giusto continuare a sperare che sia da qualche parte, magari che abbia deciso di raggiungere qualche altra località per motivi a noi sconosciuti. In ogni caso non ci siamo ancora scoraggiati e continueremo a cercarlo - conclude Luciano -. Glielo dobbiamo».

 

Aristide Cariolato