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27.07.2019

I muri imbrattati diventano arte con il volontariato

Lisa Verlato ha raccolto l’appello di don Matteo e decorato la parete
Lisa Verlato ha raccolto l’appello di don Matteo e decorato la parete

Un segno volgare che si trasforma in un disegno colorato. Un atto vandalico che fa sorgere un gesto di impegno civile. Uno sfregio che diventa seme di bellezza. Don Matteo Menini ha scelto una risposta originale a chi nelle scorse settimane ha imbrattato in diversi punti le pareti esterne della chiesa di Ponte dei Nori a Valdagno: non si è limitato a cancellare scritte e disegni con una mano di vernice bianca, ma ha voluto fare dell’episodio un’opportunità per creare qualcosa di bello. Da qualche giorno, sul lato della chiesa che dà sulla piazza, è così al lavoro l’illustratrice Lisa Verlato, una vita tra Valdagno e Cornedo, che non ha esitato a rispondere “sì” alla richiesta di aiuto di don Matteo. Armata di acrilici e pennello e della forza della sua passione, nei ritagli del tempo, sta dando vita a un murales di cui al momento si scorgono un uccellino e una lumaca. «Don Matteo mi ha telefonato chiedendomi un aiuto e spiegandomi che, dopo quello che era successo, voleva vedere solo cose belle», racconta Lisa Verlato, mamma di sei figli. «È stata la miccia che ha acceso il mio sì. Potevo mettere le mie capacità a disposizione della comunità e magari, nel mio piccolo, testimoniare qualcosa in cui credo davvero: la bellezza salverà il mondo», spiega l’illustratrice, che indica come fonte d’ispirazione per questo suo lavoro Ben Wilson. L’artista londinese dipinge, per le strade, minuscole e coloratissime opere d’arte sulle gomme da masticare. «A colpo d’occhio hai l’impressione di vedere coriandoli o minuscoli tasselli di mosaico - spiega - ma a guardare bene, ti rendi conto che una mente creativa e due mani capaci hanno trasformato la stupidità dei nostri gesti quotidiani in una meravigliosa condivisione di amore e bellezza». Mentre il disegno di Lisa prende forma, sono in tanti, giovani e anziani, che si fermano, chiedono spiegazione e manifestano gratitudine per quello che sta facendo, le portano un caffè, una bottiglia d’acqua. A chi imbratta muri tutto questo non capita. «Anche questa è la dimostrazione che vandalismo e volgarità si spazzano via con un colpo di acrilico e si dimenticano in un attimo, mentre la bellezza attira davvero l’attenzione e rimane impressa negli occhi della gente. Alcuni bambini vorrebbero anche poter dare una mano aggiunge Lisa Verlato, senza interrompere il lavoro. «Penso ci siano tanti giovani che sarebbero disponibili a fare lo stesso se fosse data loro la possibilità. E ci sono tanti punti della città con pareti imbruttite dalla nostra stupidità». Da qui un appello alla comunità intera. «I Comuni potrebbero sfruttare con intelligenza queste risorse. Perché non pensare a un bando, con una commissione che approvi i progetti, per mettere i giovani creativi al lavoro nella riqualificazione dei muri da scritte e volgarità? Al Comune basterebbe sponsorizzare i materiali. Sarebbe una specie di appello civico per la bellezza della nostra città e, insieme, si offrirebbero degli spazi di espressione a chi ha del talento da condividere - conclude -. Voglio credere che in tanti sarebbero orgogliosi di combattere l'ignoranza a colpi di acrilico». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

L.CRI.
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