I Caduti in guerra non sono più ignoti
Lapide al cimitero

Sulla lapide al cimitero di S. Quirico saranno riportati anche i nuovi nomi di alpini morti in guerra. ZILLIKEN
Sulla lapide al cimitero di S. Quirico saranno riportati anche i nuovi nomi di alpini morti in guerra. ZILLIKEN

Il “Silenzio”, finalmente, può suonare per l'eterno riposo dei caduti di San Quirico nella prima Guerra mondiale. Giustizia è stata fatta sui nomi dei soldati originari della frazione di Valdagno che hanno perso la vita durante la Grande guerra. Fino ad ora, infatti, oltre al monumento ai Caduti eretto nella piazza della chiesa, nel cimitero di San Quirico c'erano tre lapidi ma incomplete: due con incisi i nomi dei soldati che hanno perso la vita durante la seconda Guerra mondiale e una, fino ad oggi rimasta priva di nomi, in memoria del milite ignoto del primo conflitto.

Ma adesso non è più così, grazie al lavoro certosino di ricerca dello storico Claudio Gattera, che è partito dall'analisi degli elenchi dei comuni di Valdagno e Recoaro, su cui si estende la parrocchia di San Quirico, per poi basarsi sui testi di Enrico Acerbi, l'inedito “Il mandamento di leva alpino di Valdagno. Breve storia del reclutamento alpino e non nella Valle dell'Agno” e della più recente ricerca condotta da Giorgio Trivelli e Alberto Bosa sui Caduti recoaresi. L'impulso a quest’imponente opera storica è stato dato dagli alpini di San Quirico, guidati da Giancarlo Orsato.

Durante la cerimonia che si è tenuta lo scorso 24 maggio, in occasione delle prime celebrazioni del centenario dall'ingresso italiano nel conflitto del del 1915-1918, infatti, le penne nere si erano radunate davanti ai tanti monumenti ai Caduti per ricordare i soldati scomparsi. A San Quirico, sono stati letti otto nomi di chi non è più tornato dal fronte. Gli alpini avevano chiesto di inciderli sulla lapide del mitite ignoto, ma se ciò fosse avvenuto l’opera sarebbe rimasta incompleta.

«Il mio compito sarebbe stato arduo e avrebbe richiesto molto tempo, se non avessi potuto contare sui lavori di chi mi ha preceduto - ha spiegato Gattera - Ho ampliato a 22 quella lista dei primi 8 nominativi che avrebbe rappresentato un elenco parziale, che si sarebbe voluto incidere lo scorso maggio sulla lapide. Ai Caduti della frazione di San Quirico, poi, ci è parso opportuno aggiungere anche Filippo Pitti, un siciliano che ha perso la vita sul monte Civillina nel 1917 e riposa nel nostro cimitero».

Ma in che modo saranno incisi i nomi? «Seguendo l’ordine della data di morte - prosegue lo storico - Solo due Caduti nel 1915, quattro nel 1916 e nel 1917, molti di più nel 1918 (10), quasi tutti morti di stenti o malattia in prigionia nei campi di concentramento dell’impero, e anche 3 soldati deceduti dopo la fine delle ostilità a seguito delle malattie contratte in guerra».

Fondamentale è stato anche il contributo dell'ufficio anagrafe del Comune di Valdagno guidato da Alessandra Lo Tauro: «Riceviamo spesso richieste da questo tipo - spiega la dirigente - Partendo da un elenco di nomi, siamo riusciti a risalire a tutta una serie di informazioni come le date di nascita e di morte, oltre ai nominativi dei genitori. Lo storico Gattera aveva svolto un grande lavoro di scrematura che ci ha consentito di andare a colpo sicuro. Valdagno non ha mai avuto danni rilevanti agli archivi e, quindi, il materiale è intatto dalla metà del 1800 a oggi. Abbiamo anche l'archivio di quello che fu il comune di Novale. Certo, più si va indietro nel tempo e più i dati possono essere lacunosi».

Luigi Centomo Karl Zilliken

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