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10.12.2019

Filma i carabinieri che lo arrestano e mette tutto su Fb

L’intervento dei carabinieri  chiesto a seguito di una lite.  ARCHIVIO
L’intervento dei carabinieri chiesto a seguito di una lite. ARCHIVIO

Filma il proprio arresto in diretta e lo posta su Facebook. Nell’era del digitale, dove oramai si pubblica ogni momento o circostanza, privata o meno, della propria vita per farlo sapere a tutti, c’è stato anche chi, un volta che i carabinieri hanno bussato alla sua porta, ha impugnato lo smartphone ed ha iniziato a riprendere quanto gli stava accadendo. Protagonista nei panni di novello regista Giuseppe Zannini, 47 anni, residente a Valdagno in via Pasubio, alla fine ammanettato per aver opposto resistenza a pubblico ufficiale. Tra l’altro, l’uomo ha una recidiva specifica perché cinque anni fa aveva patteggiato 6 mesi di reclusione per essersi rifiutato di sottoporsi all’alcoltest e aveva aggredito la polizia locale. Un agente fu colpito con un calcio e un pugno. Stavolta l’epilogo è stata una lite in famiglia scoppiata in piena notte in una abitazione nella frazione di Novale con richiesta di intervento al 112. Ha visto anche la partecipazione del padre della compagna dell’indagato, accorso in difesa della figlia. Quello che è successo, o almeno una parte, lo racconta il filmato rimasto visibile fino al primo pomeriggio di ieri sulla pagina Facebook di Zannini ma poi rimosso. Le immagini mostrano l’uomo che riprende se stesso ed uno dei due carabinieri intervenuti, spaziando poi con inquadrature della stanza in cui si trova, che chiede ripetutamente al militare perché avrebbe opposto resistenza. Accusa anche di essere stato malmenato. Le immagini però mostrano il carabiniere che si tiene lontano con le mani dietro la schiena e che quando Zannini gli si avvicina lo invita a tenersi a distanza. Il 47enne asserisce anche che da casa sua non si muove. Entra in scena una terza persona, il padre della donna con cui convive, il vero proprietario dell’abitazione, che gli ricorda che in quell’appartamento è ospite. Sembra sia intervenuto frapponendosi tra figlia e compagno, e mostra segni di colluttazione, invitandolo ad andarsene. Contemporaneamente compare anche il secondo militare della pattuglia che invita Zannini a seguirli in caserma. All’ennesimo rifiuto, i carabinieri decidono di intervenire: il filmato mostra solo una parete della stanza, ma si capisce, anche da alcune parole dell’arrestato, che i militari lo stanno ammanettando non senza incontrare difficoltà. Il capo equipaggio, un appuntato, è poi ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Valdagno per una leggera distorsione al polso giudicata guaribile in qualche giorno. Ieri pomeriggio Giuseppe Zannini, dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza, è comparso davanti al giudice che ha convalidato l’arresto rimettendolo in libertà ma con l’obbligo di firma tre volte alla settimana alla stazione carabinieri di Valdagno. I militari stanno anche procedendo nei suoi confronti per maltrattamenti. La compagna nella mattinata di ieri si è recata in caserma ed ha sporto denuncia nei confronti dell’uomo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
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