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25.07.2019

Operato al cuore viaggia in bici per mezza Europa

Pietro Zamperetti festeggia l’arrivo a Santiago de Compostela. A.C.“Pierino Gps”, a sinistra, con i compagni di avventura. CARIOLATO
Pietro Zamperetti festeggia l’arrivo a Santiago de Compostela. A.C.“Pierino Gps”, a sinistra, con i compagni di avventura. CARIOLATO

Pedalare per migliaia di chilometri per sentirsi in salute. Nonostante l’operazione al cuore. Non smette di meravigliare Pietro Zamperetti, per tutti “Pierino Gps”, un soprannome conquistato per le doti di orientamento, che il 12 luglio si è avventurato in un nuovo viaggio in mountain bike attraverso Germania, Repubblica Ceca e Austria. I chilometri sono 2.600. E non sono i primi: il biker, che ha 60 anni, l’anno scorso fra maggio e giugno aveva percorso oltre 1.900 chilometri lungo il cammini de “la Plata” e il “Portoghese”, passando per Fatima. È lui stesso a raccontare l’avventura: «Venivo da una lunga riabilitazione postoperatoria all’ospedale di Lonigo; con le cure del dottor Mauro Boschello e del suo staff, sono tornato a vivere. Mi sentivo quasi un miracolato e ho deciso di andare a Santiago dei Compostela, a Fatima, per ringraziare Dio e la Madonna, con la mia inseparabile mtb, quasi per compiere un voto, come un pellegrino di una volta. Sono riuscito a convincere il medico, che mi avrebbe monitorato lungo il percorso. I compagni di viaggio sono Anacleto, Antonio, Paolo, Enrico ed Alessandro, che ho conosciuto per caso a Maranello e che mi hanno sostenuto. Mi sembra impossibile che da un anno all’altro possa essere passato dalla corsia di un ospedale a pedalare per così tanti chilometri. Una voce dentro di me mi accompagnava e mi ha fatto superare la fatica e l’ansia. La stessa voce, che mi ha spinto ad intraprendere questa seconda avventura nell’Europa dell’Est, sempre in sella». Con lui ci sono tre compagni di Maranello, Anacleto Zanfi, Antonio Tavoni e Daniele Barbieri. «Sono 20 giorni di pedalate - racconta Pierino Gps -. Siamo partiti da Innsbruck in Austria, poi cinque giorni in Germania lungo la via Claudia Augusta e la Eurovelo 4, altri quattro giorni nella Repubblica ceca, quindi saremo in Austria per altri quattro, prima del rientro in Italia per San Candido. L’arrivo è previsto a Modena, non senza avere percorso la ciclovia del Brenta e il cammino di Sant’Antonio da Padova, passando per Ferrara». Ma Zamperetti, oltre ai compagni, ha anche un altro alleato: «Eh sì - dice - devo sempre pensare alla voce interiore, che mi sorregge e mi sostiene nella fatica, sono convinto che qualcuno veglia su di me da lassù, quindi un pensiero al Santo, non deve mancare. Mi auguro che sia un viaggio meno ansioso del Cammino di Santiago. Posso contare su degli amici di viaggio molto rassicuranti. Nel ritorno una tappa sarà a Pressana nel Veronese per salutare don Dino Rampazzo, che è stato cappellano a Cornedo e mi è stato molto vicino». Quello di condividere con gli altri la sua esperienza di uomo di fede e di ciclista è un altro aspetto del carattere di Pietro Zamperetti: in paio di serate affollate a villa Trissino, ha presentato il filmato del viaggio di Santiago alla presenza del medico curante e dei suoi amici, suscitando grande emozione. Ora, è attesa la seconda puntata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Aristide Cariolato
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