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01.12.2017

«Sindaco dimettiti»
Poi lascia
la minoranza

Il sindaco Dal Toso al centro di un delicato caso  politico-giudiziario
Il sindaco Dal Toso al centro di un delicato caso politico-giudiziario

CASTELGOMBERTO. Scontro in Consiglio comunale all’indomani della sentenza di condanna per abuso d’ufficio inflitta dal tribunale di Vicenza al sindaco a Lorenzo Dal Toso, 42 anni, in carica dal 2008 e in scadenza fra sei mesi per termine del mandato, ed a Maria Grazia Salamino, 54 anni, segretario comunale. La pena, sospesa, è di 5 mesi e 10 giorni. Inoltre, c’è l’interdizione dai pubblici uffici. Il primo cittadino e il dipendente pubblico sono stati invece assolti dall’accusa di falso a proposito dell’assunzione di un responsabile dei servizi, la cui modalità peraltro è stata ritenuta illecita vista la condanna. L’esposto era partito dal sindacato Cub nel luglio 2013. Per il sindaco Dal Toso è una tegola, perché su di lui incombe la legge Severino, che prevede per gli amministratori pubblici, condannati in primo grado (non si attende il terzo grado di giudizio) per abuso d’ufficio, la revoca della carica. E siccome la sentenza di primo grado riguarda un pubblico ufficiale, com’è il sindaco, la sentenza stessa potrebbe essere inviata al prefetto. Nell’eventualità che il rappresentante del governo decidesse per la decadenza, il sindaco Dal Toso può sempre impugnare il decreto davanti al Tar. Ma la legge Severino attende anche il pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo. Insomma la matassa è ingarbugliata. La seduta si è surriscaldata, quando la consigliere di minoranza (Noi di Castelgomberto e Valle) Valeria Giuriato si è vista negare dal primo cittadino l’avvio di una discussione sulla sentenza di condanna. «Non è all’ordine del giorno», ha ribadito più volte. Detto fatto, assieme al consigliere Andrea Cocco, Giuriato ha abbandonato l’aula. Interpellata, non ha proferito parola limitandosi a rimandare le dichiarazioni a un comunicato che è uscito ieri sera a firma dei tre consiglieri di minoranza: Nadia Chiappini (assente per motivi personali), Valeria Giuriato e Andrea Cocco. «Sindaco si dimetta prima di farsi sospendere dal prefetto - si legge -. E la seconda volta che glielo chiediamo: avrebbe potuto uscire dignitosamente da questa brutta vicenda circa un anno fa, già imputato per gravi reati contro la pubblica amministrazione. Aveva sprezzantemente risposto: se sarò condannato, mi dimetterò. È ora di dimettersi, perché dalla brutta vicenda lei esce colpevole. Si dimetta e compia quell’atto che già avrebbe dovuto compiere di assoluto incondizionato rispetto della magistratura e soprattutto dei cittadini di Castelgomberto. Ci chiediamo come sia possibile che la giunta e i consiglieri rimangano muti e indifferenti». Diego Scalinci, segretario locale del Pd, si dice rammaricato per l’atteggiamento del sindaco, che poteva per un fatto così grave dare la parola a Giuriato. Il gruppo di maggioranza (Il tuo paese) non è rimasto zitto, ha detto «di rispettare le sentenze della magistratura, di essere vicino politicamente e umanamente al primo cittadino e auspica per il bene del paese che possa portare a termine il suo mandato». Di dimissioni neanche parlarne: Dal Toso, prima di chiudere la seduta consiliare, ha espresso la sua intenzione di restare al timone del Comune. «Vado avanti a testa alta, ho la coscienza a posto e attendo le motivazioni per fare ricorso in appello». Anche il segretario rischia: è stato aperto un procedimento disciplinare a suo carico.

Aristide Cariolato
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