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12.09.2019

Caroselli Marzotto Il passato ritorna e si veste in digitale

L’attore Carlo Giuffrè in un carosello Marzotto del 1958Sette caroselli sono diventati dei “corti” da 30 secondi l’uno
L’attore Carlo Giuffrè in un carosello Marzotto del 1958Sette caroselli sono diventati dei “corti” da 30 secondi l’uno

Il passato ritorna e si veste in digitale. L’iniziativa è della Marzotto che recupera e digitalizza i suoi storici caroselli per raccontare la tradizione del suo celebre tessuto. Un progetto che ha lo scopo di far conoscere alle future generazioni la forza di un marchio e di un’azienda valdagnese che ha fatto e continua a fare la storia nel campo dell’abbigliamento. Marzotto ha recentemente recuperato e digitalizzato oltre 270 caroselli che sono stati depositati all’“Archivio nazionale cinema impresa” a Ivrea. I caroselli sono filmati seguiti da messaggi pubblicitari tipici degli anni 50, 60 e 70. Tra quelli restaurati ne sono stati individuati sette che sono stati trasformati, attraverso uno speciale editing, in brevi cortometraggi perfetti per un pubblico contemporaneo. Il montaggio effettuato ha infatti abbinato al contenuto di archivio dei caroselli, immagini moderne per ottenere un viaggio tra passato e futuro raccontato con un lessico e tempistiche digitali. Questo è un progetto che ha una doppia anima valdagnese: a lavorare con Marzotto, infatti, è stata Wannaboo, casa di produzione digitale valdagnese, specializzata in pubblicità, cortometraggi e documentari che lo scorso settembre ha portato l’agenzia alla premiazione con il delfino d’argento al “Cannes Corporate Media & TV Awards” nella categoria “Marketing communication-B2B”. Il team di Wannaboo ha lavorato al progetto per circa dieci mesi. «Per prima cosa - spiega Riccardo Vencato, uno dei volti di Wannaboo - abbiamo dovuto risolvere dei problemi tecnici sui formato che era 4:3, quattro terzi, e portarlo a verticale, lo standard migliore per poterli vedere sui social media. I filmati che erano stati girati con la più alta tecnologia del tempo a Cinecittà andavano dal bianco e nero fino ai colori. In uno in particolare, “Marzotto storia vera di un vestito” si vedono alcune immagini d’epoca di Valdagno e della vallata per poi concentrarsi sugli interni della grande fabbrica. La cosa più difficile - prosegue - è stata selezionarne 7 dai 270 e poi di ridurre caroselli di un quarto d’ora a 30 secondi, massimo un minuto vale a dire i tempi di fruizione sui social media». La maggior parte dei filmati inizia con un libro di tessuti di campionario che viene sfogliato per poi passare alla parte storica e finire con una immagine della fabbrica ai tempi nostri e di un tessuto. Per i valdagnesi Riccardo Vencato e Giorgio De Gobbi, il recoarese Stefano Pellizzaro, completa la squadra l’estone Maris Saar, collaborare con Marzotto è stato qualcosa di speciale: «Per noi è stato un grande onore essere scelti per questo lavoro. Siamo cresciuti come la maggior parte dei valdagnesi a contatto con il mondo Marzotto partendo dall’asilo della Fondazione Marzotto e passando poi a frequentare le scuole costruite nella Città Sociale sempre dalla famiglia Marzotto». Insomma, questo lavoro è quasi un restituire qualcosa dopo aver avuto tanto. «In futuro - concludono - ci piacerebbe fare un montaggio che nobiliti ulteriormente questi sette moderni caroselli e partecipare a qualche festival come accaduto a Cannes», dove Wannaboo è stata premiata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Cristina
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