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27.09.2018

«I computer non sono come i sistemi viventi»

Antonia Schenato Spillare, Federico Faggin e Bruno Vigolo.   G.Z.
Antonia Schenato Spillare, Federico Faggin e Bruno Vigolo. G.Z.

Un ospite d’eccezione, l’altra sera del Rotary Club Valle Agno presieduto da Antonia Schenato Spillare. A catturare l’attenzione di soci e ospiti alla Locanda Perinella di Brogliano è stato Federico Faggin, il 78enne fisico vicentino che, dopo aver inventato nel 1971 il microprocessore dando un’impressionante accelerata al mondo scientifico, ora è impegnato a cercare un nuovo punto di vista con cui guardare il mondo: non dall’esterno dell’uomo ma dal suo interno. Una strada intrapresa dopo che «trent’anni fa, dopo aver indirizzato i miei studi per la creazione di un computer cognitivo, che sapesse apprendere da sé, sono arrivato alla conclusione che questo non era possibile. Perché? Le macchine non hanno la consapevolezza». Ed è attorno a questa parola, consapevolezza, «che non si può misurare, è un fenomeno inspiegato e inspiegabile. Penso sia un fenomeno irriducibile della natura», che ruota il suo pensiero. «Siamo abituati a pensare come macchine, ma questo non è vero. I sistemi viventi funzionano in maniera diversa dai computer. Nell’encefalo il pensiero non è trasmesso con un impulso elettrico ma chimico. Ciò che ci distingue da essi è la consapevolezza, ovverosia la proprietà degli uomini, degli animali e della materia, di avere una capacità di percezione sensoriale». E per dimostrare che la consapevolezza non è un epifenomeno, un sintomo collaterale del cervello, Faggin non solo ha dato vita alla Federico and Elvia Faggin Foundation, ma ha anche istituito una cattedra all’università di Santa Cruz, in California. «Una macchina – sostiene il fisico - non potrà mai essere consapevole. L’informazione che produce è astratta, non capisce quello che vede. La consapevolezza è aspetto spirituale dell’uomo, è la capacità di capire il significato della nostra vita, che siamo parte di un tutto che è indivisibile da noi». A conclusione della serata, assieme allo scambio dei gagliardetti, Bruno Vigolo, presidente ex allievi del Cfp di Trissino nonché artista, ha donato una sua opera al fisico sottolineando che «tra tre anni corre il 50° della scoperta del microprocessore: attendiamoci da Faggin un’altra invenzione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.Z.
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