Recoaro

Bloccato in parete
ha aggredito
i soccorritori

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Una fase di intervento dei volontari del Soccorso alpino sul Baffelan. ARCHIVIO
Una fase di intervento dei volontari del Soccorso alpino sul Baffelan. ARCHIVIO

Cosa gli sia passato per la testa avrà la possibilità di chiarirlo davanti al giudice. Dovrà infatti presentarsi in tribunale dopo il comportamento, all'apparenza folle, che avrebbe tenuto il 4 ottobre di quattro anni fa, quando fu avvicinato dal soccorso alpino che lo credeva bloccato in parete e invece allontanò i soccorritori, minacciandoli e prendendoli a calci e a pugni. La procura contesta le minacce e lesioni volontarie ad un 30enne di Recoaro, ora domiciliato a Rovereto. In tribunale potranno costituirsi parte civile le presunte vittime, cioè tre volontari del soccorso alpino di Trento che erano intervenuti per aiutarlo a scendere dal Baffelan.

 

L'uomo era salito in solitaria, fermandosi su una sporgenza della parete della cima. Alcuni appassionati, che stavano camminando su un sentiero più in basso, lo avevano notato. Per questo, osservando che non si muoveva da un po', lo avevano chiamato, chiedendo se andasse tutto bene. A detta loro, era in una posizione strana, quasi sdraiato, ma in bilico: con il rischio di cadere. Il giovane non aveva risposto. Qualche decina di minuti dopo, vedendolo sempre immobile, si erano spaventati, anche perché continuava a non rispondere. Per questo avevano deciso di dare l'allarme. Ma all'arrivo dei soccorritori il recoarese si sarebbe messo a sbraitare, minacciando di buttarli di sotto e poi li avrebbe colpiti con calci e pugni, tanto che in tre rimasero feriti, fortunatamente in maniera non grave. 

Diego Neri