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05.11.2019

Anello ecoturistico Si punta al digitale e ai turisti stranieri

Un momento della presentazione del progetto ecoturistico
Un momento della presentazione del progetto ecoturistico

Numeri in crescita per l’Anello ecoturistico Piccole Dolomiti, sempre più digitale. A due anni dal lancio dei 120 chilometri, abbracciato da 6 Comuni ma che ne tocca 10, gli operatori che vi hanno aderito sono diventati 33 con l’appoggio delle 4 associazioni di categoria Ascom, Cia, Coldiretti e Confartigianato e del Gruppo Area Valle Agno. La struttura ormai è matura per tuffarsi nel mondo digitale superando i confini provinciali. E questa è la sfida raccolta dai protagonisti e da Leonardo De Marzo, consigliere di palazzo Nievo con delega allo sviluppo dell’accoglienza turistica che non ha esitato a impegnarsi a «portare questa realtà, un marchio d’area, a livello provinciale e all’estero. Si deve superare la frammentazione che ci ha penalizzato e promuovere il Vicentino nella sua interezza. Qui abbiamo la solidità dettata dalla passione, la grinta e il potenziale». L’occasione per parlarne è stata il piano di promozione, con una spesa di 10 mila euro da parte dei sei Comuni, per il prossimo anno che vedrà sempre più appuntamenti, lo sviluppo digitale del piano marketing, la partecipazione a “Fiera cavalli” e “Fiera del Soco”, il coinvolgimento degli istituti superiori e l’aggiornamento dei pacchetti turistici. L’ha presentato la responsabile della promozione, Michela Ceola, mettendo in luce i passi compiuti sfruttando il patrimonio culturale, paesaggistico e gastronomico. «È una nuova fase con un rinnovato impulso on line che permetterà di usufruirne anche agli operatori medio-piccoli - ha esordito il sindaco Giancarlo Acerbi -. Il progetto propone anche il cicloturismo, uno dei settori su cui puntiamo». Da Dario Tovo, alla guida di Brogliano, è partita l’idea di «creare almeno un evento all’anno che coinvolga le valli dell’Agno e del Chiampo con risonanza regionale. L’Anello può essere l’apripista per farci conoscere come valle senza perdere le singole peculiarità». Un’infrastruttura «creata dall’ex comunità montana Agno Chiampo in una rete di sentieri che hanno bisogno di essere tenuti vivi e curati - ha aggiunto Alessio Bicego, consigliere laniero delegato al territorio -. Mi auguro che si continui su questa strada anche nell’ottica della futura Unione montana». A tirare le fila è stato Stefan Marchioro della direzione turismo della Regione: «Già due anni fa avevo visto gli elementi costitutivi di un buon progetto nato dal basso, con le capacità degli operatori di mettersi in gioco e dei comuni di aggregarsi. Oggi non c’è turismo senza organizzazione. La Regione è attenta a potenzialità come questa e disponibile a supportarle». I benefici per il territorio sono stati testimoniati da Nicoletta Zolie: «La mia azienda è in posizione defilata, ma si sono moltiplicati i transiti. All’allevamento di vacche, al frutteto di meli ristrutturato e alle patate Monte Faldo De.co. abbiamo aggiunto i castagni. C’è entusiasmo e voglia di crescere, ma serve qualcuno che ci coordini». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica Molinari
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