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20.07.2020 Tags: Trissino , Alessandra Faggion , Oscar Masiero , Giada Masiero , nevo melanocitico gigante , Progetto Giada

A 6 anni dieci
trapianti: il lungo
calvario di Giada

La foto di Giada sul volantino e i suoi genitori, Oscar e Alessandra
La foto di Giada sul volantino e i suoi genitori, Oscar e Alessandra

Sta lottando da quando è nata. Con tutte le sue forze. Supportata dall'amore di due genitori dal cuore grande, grandissimo. E dalle cure per cercare di sconfiggere una malattia genetica rara. Rara al punto che al mondo colpisce un bambino su 50 mila. Giada ha 6 anni e dalla nascita si è già sottoposta a dieci trapianti. Sta lottando contro un nevo congenito melanocitico gigante, diagnosticato quando è venuta alla luce all'ospedale "Cazzavillan" di Arzignano. Si tratta di una malformazione cutanea, che si presenta come una "macchia" di pigmentazione scura: un tumore benigno della pelle che copre circa l'80% del corpo ma che, come dimostra la casistica, potrebbe poi trasformarsi in tumore maligno.

 

Ora, dopo l'assistenza ricevuta in vari ospedali italiani anche della capitale, è seguita a Vicenza. La mamma Alessandra Faggion e il papà Oscar Masiero stravedono per la loro piccola, così tenera per l'età ma così tenace nel resistere al male. Per presentare il progetto di sostegno, grazie anche all'Associazione malattie rare "Mauro Baschirotto" a cui i genitori si sono appoggiati, oggi, dalle 18 alle 20, al Centro di formazione professionale di Trissino si terrà l'evento benefico "Progetto Giada, aiutiamo Giada ed altri bambini a sconfiggere il nevo melanocitico gigante", alla presenza di un limitato numero di persone, per il protocollo anti Covid-19, in diretta sui canali social Instagram e Facebook dell'Associazione che è presieduta da Anna Albarello Baschirotto.

 

«Ringraziamo le tantissime persone generose che si sono fatte avanti fino ad ora - spiegano i genitori Alessandra e Oscar - e l'evento previsto lunedì (oggi, ndr) punta a contribuire al sostegno della ricerca per curare questa malattia per quanti ne sono colpiti». L'evento è un momento virtuale, per quanto riguarda le presenze fisiche, ma reale per la solidarietà visto che l'incontro online sostituisce la cena del 20 marzo scorso, rinviata per la pandemia, a cui erano iscritte 300 persone che hanno deciso di donare all'Associazione la caparra. Le donazioni raccolte all'evento, con patrocinio del Comune, saranno raddoppiate dalla Fondazione Mediolanum.

Aristide Cariolato
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