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26.05.2019

Folgorato sulla via di Assisi Giovanni diventerà “don”

Giovanni Casalin sarà ordinato prete domenica 2 giugno. DUSO
Giovanni Casalin sarà ordinato prete domenica 2 giugno. DUSO

A nove anni dall’ordinazione di don Loris Gasparella, oggi parroco di Chiuppano, Zugliano si prepara a donare un nuovo prete alla chiesa. Si tratta di Giovanni Casalin, 27 anni, che sarà ordinato domenica, alle 16.30, in cattedrale a Padova, mentre celebrerà la sua prima messa il 9 giugno, alle 17.30 a Grumolo, prima di congedarsi dalla comunità. Una scelta controcorrente, considerata la crisi di vocazioni, ma vissuta con profonda convinzione. «Pensavo di agitarmi - confessa il quasi “don”, prima di ritirarsi in ritiro a Praglia, per una settimana di esercizi spirituali con i due compagni di ordinazione: Marco di Boion e Pierclaudio, della parrocchia di Cristo re a Padova -. In realtà sono molto sereno perché mi sto avvicinando ad una tappa importante, ma sento di non essere solo: sono sostenuto dalla mia famiglia, ma anche dalle comunità che mi sono vicine in questo momento». Quando ha deciso di diventare prete? Sono cresciuto negli ambienti della parrocchia, dirigendo anche il coro, e ho sempre frequentato la comunità. La dimensione della fede è sempre stata presenta, ma mai da dire: voglio fare il prete. Ho frequentato il liceo a Thiene, andavo bene a scuola e uno dei miei desideri era andare all’università con la prospettiva di fare un mestiere che mi mettesse a contatto con persone. Quando è arrivata la svolta? Partecipando ad un campo scuola, all’ultimo anno di liceo. Era un campo itinerante verso Assisi e una delle domande che mi accompagnavano in quei giorni era: cosa pensi che il Signore desideri per te e tua vita? Da quella domanda ne sono scaturite tante altre, ma quella mi era entrata nel cuore. Mi sono fatto accompagnare dal mio parroco, don Giovanni Marchiorello, fino alla scelta di fare un anno propedeutico, per cercare di capire se veramente c’era una chiamata. Come ha avuto la certezza che sarebbe stata la sua strada? Pensavo che gli anni del seminario sarebbero stati molto semplici, che la scelta di fare il prete fosse scontata. Invece, al terzo anno, ho incontrato qualche difficoltà e le domande hanno cominciato a diventare tante. La certezza si è fatta presente proprio in quell’anno in cui ero più in difficoltà, vivendo un’esperienza di servizio con dei disabili. Lì ho capito che ero io ad avere più bisogno di loro e che il Signore mi stava cercando in quella realtà e mi stava dicendo di fidarmi. Serve un atto di fede anche per entrare in una chiesa in cui non mancano scandali. Sento che è un periodo faticoso, ma cerco di non fermarmi a guardare i difetti: se la chiesa c’è è perché c’è un Signore che ha donato la vita e la ama. Io cerco, nel mio piccolo, di testimoniare il Signore che ama il suo popolo anche nelle fragilità. Sente di aver fatto una scelta speciale? Non più di quanto lo fa uno che si sposa o chi fatica nel suo lavoro. Al Signore chiedo la grazia di essere fedele alla mia scelta in questa società in cui si tende a vedere solo il negativo, ma c’è anche tanto di bello. Si è mai innamorato? Innamorarsi è normale e penso anche sia giusto e faccia bene, ma adesso scelgo la Chiesa e sono anche convinto sostenitore del celibato per i preti. C’è qualche figura di santo che l’ha guidata in questi anni? Durante gli anni del seminario ho conosciuto la figura di sant’Ignazio di Loyola e la sua spiritualità mi ha aiutato tanto nella mia formazione. E poi san Leopoldo Mandic, il santo della misericordia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marialuisa Duso
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