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02.04.2019

Violentava la nipotina, inflitti 5 anni

Nonno di 61 anni è stato condannato per gli abusi commessi sulla nipotina quando lei aveva 4 anniL’uomo è stato condannato a 5 anni. Nella foto il tribunale di Vicenza
Nonno di 61 anni è stato condannato per gli abusi commessi sulla nipotina quando lei aveva 4 anniL’uomo è stato condannato a 5 anni. Nella foto il tribunale di Vicenza

Questa è una storia squallida. Come del resto tutte quelle che raccontano di violenze e abusi sulle donne. Ma questa lo è ancora di più perché la vittima aveva solo 4 anni, come ha ricostruito il tribunale. All’epoca dei fatti, il 2012, a essere violentata, come ieri ha confermato la sentenza di primo grado pronunciata da collegio presieduto dal giudice Lorenzo Miazzi, è stata una bimba e al nonno sono stati inflitti 5 anni. Un “principio” di donna che dovrà fare i conti per tutta la sua vita con una di quelle vicende capaci di lasciare ferite difficilmente rimarginabili. Per gli abusi sessuali subiti dalla piccola, il nonno, N.V, 61 anni, residente a Villaverla, (di cui mettiamo solo le inziali per non rendere riconoscere la vittima minorenne della violenza sessuale) ieri mattina è stato condannato in primo grado a cinque anni e quattro mesi di reclusione. L’imputato, difeso dall’avvocato Rachele Nicolin, dovrà anche versare un risarcimento danni alla nipote e ai suoi genitori, costituitisi parte civile con l’avvocato Luisa Pizzuti, di 50 mila euro. L’inchiesta, scattata dopo la denuncia alla procura da parte della mamma della bambini, era stata coordinata dal pubblico ministero Barbara De Munari. Il caso scoppia, appunto, quando la nuora decide di rivolgersi alle forze dell’ordine raccontando che il suocero avrebbe abusato della figlia nei periodi di tempo in cui l’aveva in custodia. Nei confronti del pensionato partono quindi immediatamente le indagini. Lui, sentito dal sostituto procuratore titolare del fascicolo nega ogni addebito. Spiega, invece, di avere avuto dei dissapori con la nuora facendo capire che quell’accusa infame sarebbe solo una ripicca. Una sorta di vendetta. Ma l’indagine non va in archivio. Anzi. Il pubblico ministero chiede e ottiene il rinvio a giudizio del 61enne. L’accusa mossa nei suoi confronti è terribile: violenza sessuale, commessa tra l’altro in più occasioni, nei confronti della nipotina. Il giudice per l’udienza preliminare dispone anche un incidente probatorio, con un’audizione protetta, nel quale però la bambina non avrebbe riferito nulla degli abusi a cui sarebbe stata sottoposta dal nonno. Ma i segni di violenza emergono nel corso di una visita ginecologica alla quale la piccola viene sottoposta all’ospedale San Bortolo. Il nonno finisce a processo. La prima udienza del dibattimento aperto nei suoi confronti davanti al tribunale collegiale inizia nel giugno di quattro anni fa. Poi se ne susseguono altre. In una viene chiamato a testimoniare anche il pensionato. Che pure davanti al giudice ripete di non avere mai sfiorato la nipotina. Riferisce dei dissapori con la nuora, ma nega gli abusi. Ieri, però, il collegio, non gli ha creduto ritenendo le prove a suo carico sufficienti per condannarlo, in primo grado, a cinque anni e quattro mesi e al risarcimento dei danni nei confronti della nipotina e dei suoi genitori, quantificato nella somma di 50 mila euro. Intanto l’avvocato Nicolin annuncia già la volontà di fare appello: «Lo presenteremo non appena avremo letto le motivazioni della sentenza emessa ieri e lo faremo convinti di dimostrare l’estraneità alle accuse». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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