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30.01.2019

Anche nel Vicentino
il questionario
che chiede la razza

Il questionario di valutazione con in evidenza la richiesta
Il questionario di valutazione con in evidenza la richiesta

VILLAVERLA. Nome, cognome, ma anche "gruppo etnico o razza dell'alunno". Inizia così un questionario di valutazione - lo stesso che in questi giorni sta infiammando la polemica a Bolzano - consegnato a un docente da due genitori il cui figlio soffrirebbe di un disagio psicologico. Il padre e la madre lo avrebbero a loro volta ricevuto dalla psicologa del ragazzo con l'obiettivo di estendere il quadro clinico del giovane anche alle valutazioni dei suoi insegnanti. La professionista, però, avrebbe usato un modulo standard, realizzato negli Stati Uniti, senza valutare l'impatto che una richiesta come quella della "razza" ha poi generato. L'episodio, accaduto nella scuola media "Carlo Goldoni" di Villaverla, ha suscitato il dissenso del corpo docenti e della dirigenza. «Una dicitura del genere non è di sicuro definibile corretta», commenta il dirigente scolastico, Roberto Polga, che lo ha bloccato. 

 

Questionari che stanno spuntando anche in altre parti del Veneto. Come quello distribuito da un distretto socio-sanitario di Favaro Veneto (Venezia) per una visita di neuropsichiatria infantile, come reso noto dal consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali). «Il modulo - spiega - serviva per la raccolta dati e la valutazione della bambina per l’accesso alla prima visita dello specialista di neuropsichiatria infantile». Ruzzante, assieme alla consigliera regionale Patrizia Bartelle (IiC), ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale di eliminare la dicitura "razza" da tutti i moduli delle Ulss venete». «Voglio ricordare - aggiunge l’esponente di Liberi e Uguali - che poco meno di un anno fa il Consiglio Regionale ha votato a larghissima maggioranza una mia mozione che impegnava la Giunta a eliminare la dicitura "’razza" nei referti medici delle Ulss».

 

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