Thiene

Tre figli da tre ex diverse ma non paga mai gli alimenti

Finirà a processo in autunno, per la terza volta e per lo stesso reato. Non ha pagato gli alimenti, secondo la procura, per il mantenimento dei figli, avuti da tre donne diverse. Non è un record, ma un comportamento - presunto, al momento - poco edificante questo sì. Ma avrà modo di difendersi Paolo D. R., 47 anni, di Thiene, accusato di avere omesso il versamento da giugno 2019 in avanti anche della sua parte di spese. Come si difenderà per le altre due contestazioni. 

L’operaio, originario del Basso Vicentino (di cui non citiamo le generalità per esteso per non rendere riconoscibili i figli minorenni), si era trasferito nella zona di Schio una quindicina di anni fa. Lo aveva fatto per lavoro e per amore: si era fidanzato con Antonia, sua coetanea, e la relazione era durata a lungo. Era nato, nel 2007, un figlio, e il padre ha convissuto con lui fino al 2013. 

Dopo la separazione, il tribunale gli aveva imposto di versare ad Antonia un assegno di mantenimento di 200 euro al mese, oltre al 50 per cento delle spese. Paolo D. R. lo aveva fatto per un anno; poi, dalla fine del 2014, aveva iniziato a non pagare più regolarmente, poi a non pagare più e basta. La ex lo aveva denunciato; nel 2016 l’imputato, difeso dall’avv. Nicola Mele, era stato condannato dal giudice Velo a 4 mesi di reclusione e 400 euro di multa, con la sospensione della pena. Aveva proposto ricorso in Appello, e sarebbe ancora in attesa della fissazione dell’udienza. All’epoca, si era difeso sostenendo di non avere avuto la materiale disponibilità di versare l’assegno, perché aveva perso il lavoro e non riusciva a mantenere nemmeno se stesso. 

Ma in quello stesso 2016 Paolo, che si era trasferito a Montecchio Precalcino, dopo avere avviato una nuova relazione con Mihaela, cittadina romena, era diventato di nuovo padre di una bambina. Con la nuova compagna la relazione era stata però di breve durata, tanto che l’anno successivo la coppia si era separata, con diverse tensioni. A Paolo il tribunale aveva imposto il versamento della somma di 350 euro al mese, ma non vi avrebbe mai provveduto fin dal primo momento. La sua ex si era recata in caserma ed aveva sporto denuncia, facendo scattare le indagini che avevano portato lo scorso anno l’operaio nuovamente a processo. Per il Covid e il lockdown l’udienza è stata rinviata in un paio di occasioni, e il dibattimento pubblico è iniziato davanti al giudice Taschin nelle scorse settimane. Proseguirà in autunno, quando saranno sentiti i primi testimoni. L’imputato in questo caso è difeso d’ufficio dall’avv. Angelo Butera. 

Nel 2018 l’operaio è diventato padre per la terza volta, di un maschietto. A tutti e tre ha dato il suo cognome. La mamma, Giuseppina, molto più giovane di lui, non ha mai convissuto con Paolo, ma le parti si erano accordate per il versamento di un assegno mensile. Secondo quanto ricostruito dalla procura, che sarebbe pronta a chiedere il processo, il terzo, il vicentino dal giugno di due anni fa non pagherebbe più un euro.

Diego Neri

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