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17.08.2019

«Stesso destino, ho perso due figli»

La scena del tragico incidente avvenuto mercoledì sera a Schiavon, lungo la provinciale MarosticanaStefano Azzolin: aveva 43 anni
La scena del tragico incidente avvenuto mercoledì sera a Schiavon, lungo la provinciale MarosticanaStefano Azzolin: aveva 43 anni

«Mio figlio Stefano era passato alle 17.30 per salutarmi e controllare che stessi bene. Sono rimasta vedova da poco, lui era molto premuroso. Mi ha detto che ci saremmo visti la sera, poi non è più tornato: sentivo che gli era capitato qualcosa, era sempre molto preciso, quando ho visto che non arrivava mi è salito il cuore in gola. È il secondo figlio che perdo in un incidente stradale, il fratello di Stefano è morto 25 anni, proprio il 15 agosto. Adesso per me non ha più senso vivere, il dolore è troppo forte. Non ce la faccio». A parlare è Ondina, 72 anni, la mamma di Stefano Azzolin, il metalmeccanico di 43 anni, residente a Breganze, deceduto mercoledì sera nel terribile incidente avvenuto in centro a Schiavon, lungo la provinciale Marosticana. Nello schianto è rimasta gravemente ferita anche la fidanzata Patrizia Gallinaro, 48 anni, di Grantorto, che ora lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Bassiano. «Erano una coppia bellissima - spiegano mamma Ondina e la figlia Giulia - sarebbero dovuti andare a vivere insieme tra poco. Stefano era felice, aveva tanti progetti, voleva vivere appieno la vita. Non sappiamo dove stessero andando la sera della tragedia, forse solo a trovare qualche amico. Lui aveva detto che sarebbe ripassato per casa, e faceva sempre quello che diceva. Non averlo più è un dolore fortissimo, era una persona generosa e altruista, era il nostro uomo di casa, l’unico pilastro che ci era rimasto». La fidanzata Patrizia non sa ancora che il suo Stefano non c’è più. A raccontarlo è la figlia Eleonora, 24 anni, che insieme al papà e al fratellino più piccolo è sempre al capezzale della mamma. Giovedì l’espositrice padovana ha ripreso conoscenza per pochi minuti: «Nonostante le sue condizioni gravissime chiede sempre di Stefano - spiega Eleonora - È rimasta cosciente pochi istanti ma nessuno di noi ha avuto il coraggio di dirle la verità, mio padre l’ha rassicurata spiegandole che Stefano sta bene, che è ricoverato in un reparto vicino al suo, lei ha addirittura detto di chiedere a un bravo medico di visitargli un piede che gli faceva male. Poi si è aggravata di nuovo, adesso è in coma farmacologico. I medici sono bravissimi, ci hanno detto che è molto grave, che dobbiamo tenerne conto. Fanno il loro lavoro, devono dirci la verità, ma noi non perdiamo la speranza. Mia mamma è forte, Stefano veglia su di lei, ce la farà, dobbiamo pensare solo a questo». Nel pomeriggio di ieri i famigliari di Patrizia sono andati sul luogo dell’incidente per depositare un mazzo di fiori in ricordo del motociclista. Nel frattempo la procura di Vicenza ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale a carico di Giuseppe Carlotto, artigiano di 63 anni, residente a Schiavon, alla guida lo scorso mercoledì del Toyota Raw 4 contro il quale è avvenuto il devastante impatto con la Ducati condotta da Azzolin sulla viaggiava anche la compagna Patrizia. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Bassano, guidati dal capitano Adriano Fabio Castellari, intervenuti pochi minuti dopo l’incidente, sembra che all’origine del violento schianto ci sia stata proprio la manovra del fuoristrada, inizialmente parcheggiato contromano lungo via Roma, fuori dalla carreggiata, in direzione Vicenza- Marosticana. Pare che il conducente fosse appena tornato in marcia quando avrebbe tagliato la strada alla moto. Le condizioni di Azzolin sono apparse subito disperate; trasportato d’urgenza al San Bortolo di Vicenza, è deceduto poco le 23. La procura ha disposto l’autopsia sul motociclista, nel frattempo si attendono gli esiti dei test alcolimetrici effettuati sull’automobilista di Schiavon, ancora sconvolto e disperato per quanto accaduto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Cavedagna
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