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11.02.2020

Roma chiama, Villa Fabris fa scuola

Alcuni dei restauratori che hanno recentemente preso parte ai corsi organizzati a Villa Fabris. ARCHIVIOMolte le richieste da Italia ed estero per apprendere nuove tecniche
Alcuni dei restauratori che hanno recentemente preso parte ai corsi organizzati a Villa Fabris. ARCHIVIOMolte le richieste da Italia ed estero per apprendere nuove tecniche

Il Museo della Civiltà di Roma chiede l'aiuto di Villa Fabris. È un gemellaggio prestigioso, nonché un importante riconoscimento della qualità dell’offerta formativa del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, quello appena nato tra Roma e Thiene. I musei capitolini, gestiti direttamente dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, hanno infatti chiesto al Centro di Villa Fabris di curare l'organizzazione di alcuni corsi formativi destinati a restauratori, artigiani, liberi professionisti e studenti. In particolare, il primo corso che verrà "esportato" a Roma è quello relativo all’uso innovativo dell’agar spray che si è appena concluso nei laboratori di Villa Fabris. Oltre sessanta restauratori provenienti da 11 regioni italiane e tre paesi stranieri (Spagna, America e Svizzera) hanno frequentato il workshop curato dall'esperta palermitana Ambra Giordano, specializzata nel settore dei dipinti e sculture lignee policrome. Si tratta di un sistema innovativo utile per interventi di pulitura superficiale e di rimozione di materiali inorganici come sali, ossidi e prodotti di corrosione o per interventi anche più strutturali. In questi mesi il Centro ha dovuto intensificare la propria azione formativa a causa dell’elevato numero di richieste arrivate da tutta Italia e dall’estero per poter conoscere e sperimentare l’utilizzo dell’agar. È un prodotto derivante dalla lavorazione delle alghe rosse che, oltre ad essere molto usato nel settore alimentare, trova ora anche applicazione nel campo della conservazione e restauro dei beni culturali. «Questo workshop ha destato molto interesse nel settore - spiega Giovanni Giuliari, direttore del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio - tanto che alcune restauratrici del Museo della Civiltà di Roma che non hanno potuto prendervi parte ci hanno chiesto di replicare il corso da loro, in modo da agevolare i professionisti del centro Italia. La proposta ha avuto talmente successo che, con il benestare della direzione del museo, programmeremo ben due turni. Il nostro Centro si riconferma così sempre più punto di riferimento nazionale e internazionale per quanti vogliono tenersi continuamente aggiornati sull’evolversi delle tecniche e metodologie per la tutela e la conservazione del patrimonio». Un importante riconoscimento che attesta la forte vocazione formativa internazionale del Centro Europeo, sostenuto da Confartigianato Imprese Vicenza, Cesar, comuni di Thiene e Schio, che ad inizio 2019 aveva subito un duro colpo da parte dell'Europa: dopo 40 anni di corsi trimestrali per la conservazione del patrimonio architettonico, il Centro Europeo ha visto venir meno le borse di studio rilasciate dai principali Paesi europei dovendo cancellare il corso internazionale di specializzazione nella conservazione del Patrimonio architettonico. «In seguito all’addio dei corsi trimestrali - conclude il direttore Giuliari - abbiamo scelto di puntare sui corsi brevi per dare la possibilità agli operatori di aggiornarsi sulle tecniche più innovative nel campo del restauro». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall'Igna
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