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01.12.2019

Paolo è volato via Il suo coraggio un inno alla ricerca

Il gruppo di amici di Paolo Dal Zotto: il noto disegnatore d’interni è scomparso venerdì all’età di 51 anni
Il gruppo di amici di Paolo Dal Zotto: il noto disegnatore d’interni è scomparso venerdì all’età di 51 anni

Per sei lunghi anni è rimasto attaccato alla vita con coraggio, nonostante una malattia che lo aveva immobilizzato, togliendogli la forza, il fiato e la voce: una gabbia da cui infine è riuscito a liberarsi. È scomparso venerdì, all'età di 51 anni, Paolo Dal Zotto, disegnatore d'interni molto conosciuto e apprezzato in città, ammalatosi nel 2013 di sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Un nuovo problema di salute, diagnosticato circa tre mesi fa, ha aggravato il quadro clinico accelerando il decorso della sua malattia, portandolo infine al decesso, avvenuto nella casa che condivideva con la compagna Ilenia, conosciuta prima che si palesassero i sintomi della sclerosi e che da allora si è sempre presa cura di lui. Al suo fianco, come sempre, la mamma Antonietta, i fratelli Francesco e Roberto, i familiari e i tanti amici che in questi anni gli sono sempre rimasti vicini arricchendo le sue giornate di affetto, racconti e fotografie, pezzi di vita filtrati dal suo speciale computer che gli permetteva di dare voce ai suoi pensieri utilizzando il movimento oculare. Dinamico, allegro, stimato e benvoluto da tutti: è così che lo hanno sempre descritto amici e conoscenti, non solo quando Paolo era in salute e il futuro appariva sereno e radioso, ma anche dopo la comparsa di quella terribile malattia che non gli ha mai tolto la voglia di combattere e di vivere appieno. «È ammirabile la dignità con cui Paolo ha portato avanti la sua battaglia per la vita, è stato una roccia» afferma Alberto Todeschin, amico e presidente di “Sla mai soli”, la onlus fondata nel 2016 con lo scopo di raccogliere i fondi necessari a garantirgli di ricevere le cure nella serenità di casa sua e di mantenere una qualità di vita degna di questo nome. «Questa malattia lo ha consumato - continua Alberto - nonostante fosse intrappolato in un corpo che non riusciva a controllare, lui è sempre stato presente e lucido, riusciva a comunicare con chi gli stava intorno, a navigare su internet, a mandarti un messaggino, anche se ultimamente diventava sempre più difficile perché anche gli occhi avevano iniziato ad abbandonarlo. Il suo ultimo messaggio è stato “lasciami andare, voglio essere libero”. La sua morte ci addolora profondamente e lascia in noi un grande vuoto ma allo stesso tempo siamo consapevoli che per lui sia stata una liberazione, una rinascita. Ciò che è accaduto a Paolo ci deve spingere a sostenere ancora di più la ricerca». Una malattia che lo stesso Paolo, in un messaggio inviato al nostro Giornale in occasione della nascita della onlus “Sla mai soli”, aveva definito «impossibile da immaginare: la sclerosi è una malattia subdola, ti toglie tutto lasciandoti però in grado di capire tutto. E te lo toglie nel giro di poco tempo e poi ti lascia lì. Per fortuna non sono solo ho il mio Angelo custode, Ilenia, la mia compagna e la mia famiglia che mi sono vicini». Ora tocca alla comunità di Thiene stare vicino ai familiari e agli amici di Paolo. Il funerale si terrà martedì alle 9.30 in Duomo, partendo dall'ospedale di Santorso alle 9.15. Il rosario sarà recitato domani alle 18.30 nella chiesa del Rosario. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall'Igna
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