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07.08.2019

«Organizzazione per pilotare appalti»

Il presidente del tribunale di Verona Sandro SperandioLuciano Zerbaro, 75 anniMarco Libanora, 55 anni
Il presidente del tribunale di Verona Sandro SperandioLuciano Zerbaro, 75 anniMarco Libanora, 55 anni

Un’organizzazione illegale di colletti bianchi che pilotava gli appalti pubblici. Il processo di Verona, scrive il presidente del tribunale Sandro Sperandio, prova l’esistenza di «una struttura organizzativa, sia pur minima e rudimentale, con a capo Gaetano Zoccatelli e partecipi gli imputati Francesco Monici, Alessio Righetti, Luciano Zerbaro e Mario Libanora, legati gli uni agli altri da un vincolo associativo permanente e stabile, destinato a durare anche oltre i singoli reati commessi» per indirizzare gare milionarie per la fornitura di gas ed energia elettrica relative a 1.032 comuni veneti, molti dei quali vicentini. A beneficiare dell’attività del Consorzio Energia Veneto (Cev), tra il novembre 2014 e il novembre 2015, sono le società del veronese Gaetano Zoccatelli, direttore del Cev. Mentre Zoccatelli, 72 anni, proprietario della Global Power spa e della E-Global Service spa che si aggiudicano le gare, patteggia 3 anni di carcere, gli altri imputati incassano complessivamente 13 anni e 2 mesi di reclusione. Il verdetto chiama in causa il commercialista vicentino Marco Libanora, 55 anni, di Lonigo (difeso dall’avvocato Luigi Sancassani). Il professionista è individuato come «il membro chiave e fondamentale dell’associazione» criminale finalizzata alla turbativa d’asta e ai falsi materiali. Egli «è il consulente fidato di Zoccatelli, suo diretto emissario in seno alle commissioni di gara» ed è coindannato a 3 anni 8 mesi di reclusione, la pena più pesante. Anche gli avvocati Francesco Monici e Alessio Righetti, entrambi di 37 anni, specializzati in diritto amministrativo, si sono «posti a completa disposizione degli interessi che costituiscono lo scopo dell’associazione per delinquere» e sono inflitti a ciascuno a 3 anni di reclusione. Quanto alla posizione dell’ex politico Luciano Zerbaro, 75 anni, di Sarcedo, difeso dagli avvocati Umberto De Luca e Marco Dal Ben, già sindaco di Thiene, assessore in Provincia ed a Sarcedo, pur essendo stato «a disposizione e consapevole di ciò che gli era richiesto e di che cosa dovesse fare», i giudici scrivono che «non sono emersi “pesanti” e plurimi ed univoci elementi di una sua partecipazione volitiva all’associazione». Per questo è assolto perché il fatto non costituisce reato dalla più grave imputazione assieme a Flavio Pertoldi (avv. Matteo Praturlon e Filippo Pesce), 68 anni, di Basiliano (Udine), ex parlamentare Pd. Ma entrambi sono condannati per i reati scopo: Zerbaro a 2 anni 6 mesi di reclusione, Pertoldi a 1 anno (pena sospesa). L’ex sindaco thienese, vice presidente del Cev, è ritenuto responsabile di turbativa d’asta e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici per l’appalto dell’energia elettrica e servizi connessi del 15 aprile 2015. Per i giudici Zoccatelli, Zerbaro, presidente della commissione, e Righetti redigono un bando su misura per favorire le solite ditte. La replica avviene il 6 e 29 maggio dello stesso anno, quando Zerbaro è commissario di gara della prima seduta. C’è un’intercettazione tra Zerbaro e Zoccatelli captata dalla Finanza, in cui seppur parlando in maniera felpata, il vicentino afferma: «Ci vuole sempre il regista, però, ci vuole il regista (ride), bene bene». I due stanno commentando la sentenza del Tar che dà torto al principale concorrente delle società di Zoccatelli e sono molto soddisfatti dell’esito. Libanora «è l’uomo grazie al quale i procedimenti alterati di gara vengono “governati” e seguiti passo passo affinché portino al risultato prestabilito», sottolinea il giudice Sperandio. Quando il 15 luglio 2015 la Finanza esegue le perquisizioni, i complici si adoperano «per attivare quella “rete di assistenza reciproca“». Zerbaro si precipita nella sede del Cev avvisato da Zoccatelli. Righetti, Monici e Libanora con un tecnico informatico cancellano file e mail compromettenti. I finanzieri li stanno intercettando. A gennaio 2016 scatteranno gli arresti. Scontato il ricorso in Appello. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ivano Tolettini
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