Dueville

Addio all’alpino centenario: ha trasmesso a tanti giovani il suo messaggio contro la guerra

Gino Gheller aveva 100 anni ed era uno degli ultimi reduci di guerra
Gino Gheller aveva 100 anni ed era uno degli ultimi reduci di guerra
Gino Gheller aveva 100 anni ed era uno degli ultimi reduci di guerra
Gino Gheller aveva 100 anni ed era uno degli ultimi reduci di guerra

Ad appena un mese dal suo centesimo compleanno, l'alpino Gino Gheller è andato avanti. Nel tardo pomeriggio di sabato, dopo un improvviso ricovero all'ospedale di Vicenza si è improvvisamente spento uno degli ultimi reduci ad aver combattuto il secondo conflitto mondiale, figura nota a livello locale e nazionale per il suo impegno nel ricordare i caduti e nel contrastare, con la forza della memoria, il ripetersi degli orrori della guerra. Fino a dicembre, infatti, Gheller aveva ricoperto la carica di presidente nazionale dell'Associazione combattenti e reduci, per essere poi eletto presidente nazionale emerito. Era anche presidente onorario della federazione di Vicenza Ancr, cavaliere della Repubblica e socio benemerito del gruppo alpini di Dueville.

Nato nel 1922 a Foza e poi sceso a Dueville, all'età di 19 anni ricevette la chiamata alle armi ed entrò a far parte della divisione Julia per affrontare la guerra con il 3° artiglieria alpina. 
Spesso raccontava di quegli anni difficili, di come, dopo l'armistizio del '43, partì a piedi dal Montenegro con altri cinque commilitoni per rientrare in Italia. Durante il duro viaggio, in cui tre compagni morirono, affrontò l'inverno dei Balcani, le forze nemiche, la fame e dopo quattro mesi riuscì a tornare in patria dove entrò a far parte della brigata partigiana Loris. Al termine del conflitto fu insignito della croce al merito di guerra come partigiano combattente e ricevette il certificato di patriota firmato dal maresciallo britannico Harold Alexander.

«Il cavalier Gino Gheller era un uomo semplice e laborioso. Non ci sono parole per colmare il grande dolore che prova la sua famiglia e la nostra associazione», è il messaggio di cordoglio dell'attuale presidente nazionale Ancr, Antonio Landi. «Dei suoi insegnamenti, dei suoi consigli e anche della sua grande signorilità, facciamo immenso tesoro per proseguire e continuare, con maggiore forza e determinazione, nel solco da lui tracciato. Averti conosciuto, mio caro presidente, è stato uno dei più grandi regali che abbia ricevuto, anzi, che noi tutti abbiamo ricevuto. Ciao Gino, non ti dimenticheremo, resterai per sempre nei nostri cuori».
«Una grande perdita: era come un padre, che sapeva stimolare e incoraggiare i propri figli. I suoi valori, la volontà di tutelare la memoria, sono la grande eredità che ci lascia», dichiara Pietro Pellizzaro, presidente della federazione vicentina che alle 15 di oggi parteciperà ai funerali nella chiesa di Dueville con le 86 sezioni provinciali Ancr. L'alpino centenario era un genitore, un fratello e un amico anche per le penne nere del paese. 
«Una persona di alta valenza, un autentico esempio», conferma il capogruppo Fernando Zanini. Cordoglio anche da parte del sindaco, Giusy Armiletti. «Da lui ho imparato molto. Tante, tantissime le sue telefonate, anche solo per salutarmi o segnalarmi qualcosa da sistemare nel nostro paese», lo ricorda la prima cittadina.
«La messa celebrata a casa sua in occasione del centesimo compleanno, collegati via Skype con la figlia e il genero dagli Stati Uniti, resta l'ultimo di tantissimi ricordi che mi legano a Gino, una persona che con la sua sola presenza ci ricordava il vero significato di parole come impegno, coraggio, rispetto, solidarietà, servizio, libertà, democrazia, pace». 

Marco Billo