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23.11.2019

Marketing e inglese Nuovi corsi per casari

L’istituto Ceccato, dove si sta progettando il percorso formativoUn casaro al lavoro in un’immagine di repertorio
L’istituto Ceccato, dove si sta progettando il percorso formativoUn casaro al lavoro in un’immagine di repertorio

L’antica tradizione casearia di Thiene vuole tornare a vivere chiedendo aiuto alle nuove generazioni. La chiusura a fine anno dello storico Laboratorio Latte, il sevizio regionale che da 35 anni effettua il controllo qualità del latte crudo proveniente da un migliaio di allevamenti di tutto il Veneto, ha imposto una riflessione sul futuro dell’Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene. Un futuro che può essere un ritorno al passato, a quando l’Istituto aveva la sua scuola per casari con tanto di laboratorio sperimentale dove gli studenti potevano avere la necessaria preparazione pratica. Per questo Dino Spolaor e Maria Grazia Grotto, rispettivamente dirigente del settore biotecnologie agroalimentari dell’Istituto e vice preside dell’Itet Ceccato, da tempo sono al lavoro per ideare un nuovo corso per casari. «Certamente la richiesta di questa figura professionale è molto alta - spiega Spolaor - ma non ci sono percorsi in grado di formare le nuove generazioni. L’unica scuola lattiero-casearia si trova in Piemonte e, ironia della sorte, è diretta da un ex allievo dell’Istituto di Thiene. Credo che i tempi siano maturi per riattivare un percorso di questo tipo: noi siamo ben felici di mettere a disposizione le nostre competenze». «Stiamo lavorando da un anno al progetto di un corso post diploma - afferma Maria Grazia Grotto - che vorremmo fosse aperto a tutti, non solo agli studenti dell’indirizzo agrario, agroalimentare e agroindustriale del Ceccato. L’idea è di mettere a disposizione aule e laboratori, e qualche insegnante con competenze specifiche». Nel 2015 all’istituto Ceccato era stato inaugurato un Laboratorio di chimica e microbiologia, in previsione della possibilità di valorizzare il percorso di studi nell’ambito della tradizione lattiero-casearia che ha reso famoso il territorio thienese. «L’anno scorso abbiamo avuto un incontro con una quarantina di caseifici aderenti al Consorzio dell’Asiago - conclude Grotto - e loro ci hanno confermato che sentono la mancanza di questa figura professionale che noi vorremmo però formare dandole anche delle competenza di marketing e di lingua straniera, perché al giorno d’oggi è fondamentale per un casaro riuscire a promuovere il prodotto con efficacia non solo in Italia ma anche all’estero». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall’Igna
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