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11.05.2019

Una maglietta per aiutare le figlie dell’amica uccisa

Il logo delle magliette da oggi in vendita nello stand al Carrefour
Il logo delle magliette da oggi in vendita nello stand al Carrefour

Hanno deciso di aiutare le figlie della loro collega e amica assassinata, vittime a loro volta di una tragedia che nel giro di pochi istanti le ha private sia della mamma che del papà. Le commesse dell'ipermercato Carrefour amiche di Anna Filomena Barretta, la 42enne di Marano uccisa con un colpo di pistola alla testa lo scorso 20 novembre, in vista della Festa della mamma hanno voluto promuovere una raccolta fondi dal cuore grande. Oggi e domani, e ancora il prossimo fine settimana, nella galleria del centro commerciale sarà presente uno stand che distribuirà le magliette contro la violenza sulle donne riportanti la scritta “Non ti amo da morire - Per non dimenticare”. Sarà possibile acquistarle al prezzo base di 5 euro. L’intero ricavato della campagna sarà destinato alla creazione di un fondo a favore delle due figlie di Anna che dopo la morte della madre sono state affidate ad una parente, e vengono assistite da una tutrice che si occuperà di gestirlo. «Sono passati sei mesi dalla morte di Anna - spiegano le promotrici della raccolta firme - e non vogliamo che la sua tragica storia venga dimenticata. Attraverso questa iniziativa vogliamo mantenere vivo il ricordo di una collega a cui volevamo bene e dare un aiuto concreto alla sua famiglia catapultata in questo dolore che sembra non aver fine. Inoltre è l’occasione giusta per sensibilizzare i cittadini sulla violenza di genere perché spesso, quando si spengono i riflettori sui casi di cronaca, si finisce per accantonare il problema. Ci auguriamo che la comunità risponda alla nostra iniziativa e che ci aiuti a sostenere le figlie di Anna». Per la morte di Anna Filomena Barretta è finito in carcere l’ex marito, Angelo Lavarra, una guardia giurata di 43 anni, accusato di aver ucciso sua moglie, da cui si stava separando, all’interno del loro appartamento di via Aldo Moro a Marano. Finora l'indagato, assistito dagli avvocati Lucio Zarantonello e Rosanna Pasqualini, ha sempre negato di aver sparato alla moglie con la sua pistola di servizio: «Si è suicidata dopo che avevamo discusso, mentre io dormivo sul divano», è stata la sua versione fin dal primo momento. Ma a dare una svolta all’indagine sono stati gli accertamenti compiuti dai Ris all’interno dell’appartamento. Secondo gli inquirenti, dagli elementi raccolti e dalle tracce di sangue nel locale, la versione fornita da Lavarra non torna. È questo il motivo per cui è scattato l’arresto come indiziato di reato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall'Igna
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