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23.05.2019

Aprono le celle dei nazisti «Così si salva la memoria»

L’interno delle ex carceri naziste create nella scuola che ora diventeranno museo. ARCHIVIOLo stabile che ospita le scuole
L’interno delle ex carceri naziste create nella scuola che ora diventeranno museo. ARCHIVIOLo stabile che ospita le scuole

I lavori al tetto delle elementari di Marano regaleranno agli alunni una scuola più sicura e asciutta e alla comunità un “Luogo della Memoria” nelle ex carceri nazi-fasciste. Con un investimento di 450 mila euro, il prossimo 10 giugno il Comune darà avvio ad un complesso intervento di sistemazione della copertura dell’edificio di piazza Silva che dagli anni ’30 ospita la scuola primaria di Marano. Un istituto che in quasi un secolo di storia ha educato migliaia di giovani di Marano e che, nel drammatico periodo dell’occupazione, è stato trasformato nel comando del 263° Battaglione Orientale guidato dall’ufficiale tedesco Fritz Buschmayer, noto come il “boia di Marano”. Tra il 1943 e il 1945, all’ultimo piano delle scuole vennero ricavate tre celle di rigore per la detenzione e la tortura dei prigionieri, e una stanza per gli interrogatori. Tra queste mura passarono tantissime persone, tra cui molti partigiani, rimaste ignote. Di sicuro fu incarcerata la medaglia d’oro al valor militare Bruno Brandellero “Ciccio”, dopo essersi consegnato ai tedeschi per salvare gli abitanti di contrada Vallortigara. Dopo la Liberazione, le scuole furono risistemate e tornarono ad essere un luogo di istruzione: solo metà dell’ultimo piano della torretta est venne conservato e chiuso al pubblico. La stanza degli interrogatori venne ridipinta e utilizzata come magazzino, mentre le celle si sono incredibilmente conservate, così come le scritte sulle pareti e sugli infissi, e vengono aperte ai cittadini in occasione del 25 Aprile. Ora, grazie ai lavori di rifacimento del tetto, accanto alle ex carceri verrà ricavato uno spazio polivalente dove video e pannelli illustrativi racconteranno ai visitatori la storia del sito e indirettamente il dramma delle tante persone, oggi senza volto, che si è consumato fra quelle mura. «Abbiamo voluto inserire nei lavori di rifacimento della copertura delle scuole elementari anche questo intervento di valorizzazione delle ex carceri per ricordare i drammi che lì si vissero - ha spiegato il sindaco Marco Guzzonato durante l’incontro pubblico di presentazione dei lavori -. L’obiettivo è quello di creare un presidio didattico permanente: nella stanza, utilizzata negli anni ’60 come aula, verranno recuperate le scritte mentre nel sottotetto verrà ricavato uno spazio espositivo». Per quanto riguarda invece i lavori, oltre al tetto e ai contro soffitti di tutte le aule, verrà realizzata anche una nuova via di fuga per la mensa e sarà ripavimentato il cortile esterno per risolvere il problema delle infiltrazioni d’acqua ai piani interrati dell’edificio ed eliminare il ghiaino. Il cronoprogramma prevede due fasi di intervento: la prima, dal 10 giugno al Ferragosto, sarà riservata al rifacimento della copertura, mentre la seconda, che si protrarrà presumibilmente fino all’8 dicembre, riguarderà le lavorazioni più semplici e silenziose (impiantistica e contro soffitti). Per i primi due mesi di scuola rimarranno così inagibili le cinque aule all’ultimo piano (gli alunni verranno temporaneamente ospitati in altri locali della scuola), e parte del cortile, per cui si renderà necessario trovare un accesso alternativo per l’entrata e l’uscita degli studenti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Dall’Igna
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