Nel Thienese

Lotta al lavoro nero: blitz in distributori, bar e tabaccherie. Scovati sei irregolari, multe per 70mila euro

La lotta al lavoro nero porta la guardia di finanza a multare complessivamente, per quasi 70 mila euro, 5 attività fra bar e negozi, e a individuare 6 dipendenti irregolari. In tre casi è stata anche sospesa l’attività imprenditoriale da parte dell’Ispettorato del lavoro, poiché la percentuale di personale non inquadrato correttamente era superiore al 10 per cento di quello presente in loco. Nelle ultime settimane, le fiamme gialle della tenenza di Thiene, che dipendono dal Gruppo Bassano, hanno passato al setaccio alcune attività commerciali sul territorio che erano emerse come sospette da verifiche sul campo e dall’incrocio di banche dati.

A Thiene i militari hanno individuato 2 dipendenti in nero al bar caffè “Jia Yuan srl”: il titolare fra l’altro aveva pagato 29 mensilità di stipendio al personale senza utilizzare strumenti tracciabili, che sono obbligatori per legge.  Un’altra lavoratrice non assunta, secondo i finanzieri, stava operando al momento del controllo all’interno del bar di Raffaele D’Urzo, attiguo ad un distributore di carburante a Breganze, in via Veneto; e una cameriera in nero è stata individuata all’interno del bar “Roadhouse cafè” di Franco Pasin a Zugliano, in via Procche. Anche in questo caso sarebbero emersi dalle successive verifiche dei pagamenti di stipendi con mezzi non tracciabili, gli unici consentiti per evitare forme di evasione fiscale, a parere del legislatore.

Due le attività sanzionate a Sandrigo: il bar tabaccheria “Quattro venti” di Luisella De Cani, in via della Repubblica, dove i militari hanno identificato un dipendente di origine cinese in nero, e la “Locanda 47” di Gigliola Bego, in via Chiesa Lupia, dove pure stava operando secondo le fiamme gialle una lavoratrice non in regola con la documentazione. 

Dopo i controlli e le verifiche in caserma, i finanzieri hanno chiesto e ottenuto una temporanea sospensione dall’attività per tre di queste cinque attività. E quindi hanno accertato il pagamento degli emolumenti ai dipendenti non regolarmente assunti con metodi non più consentiti per un totale di 41 mensilità. Per queste ragioni sono scattate le sanzioni amministrative, per un ammontare totale di 69.800 euro. I titolari avranno la possibilità di far valere le loro ragioni e di opporsi eventualmente al versamento delle multe, mentre gli accertamenti potrebbero portare all’assunzione dei lavoratori ancora in nero.

«Il contrasto al lavoro irregolare - precisano dal comando provinciale delle fiamme gialle - rappresenta una linea d’azione fondamentale per la guardia di finanza, sia per il recupero di tributi sottratti al fisco che per tutelare i diritti dei lavoratori, alle volte vittime di sfruttamento da parte dei loro datori». Senza contare che si tratta di una forma di concorrenza sleale nei confronti di chi invece rispetta le regole. 

 

Diego Neri