La Grande Guerra
I parenti si tassano
per aprire il museo

Alcuni dei fanti che hanno dato vita al museo con dei reperti. BILLO
Alcuni dei fanti che hanno dato vita al museo con dei reperti. BILLO

Marco Billo

Alla fine la tenacia ha vinto e, grazie alla disponibilità dei parenti dei soldati, che si sono autotassati, domani potrà aprire il Museo della Grande Guerra di Chiuppano. Il ricovero blindato risalente al primo conflitto mondiale, che contiene oltre 400 reperti, l’anno scorso sembrava destinato a rimanere chiuso per la mancanza di 1500 euro, necessari per ultimare le opere.

L’appello partito dalle pagine di questo Giornale non è però caduto nel vuoto e il nipote di un ufficiale di cui sono state trovate parti della divisa, ha fatto una donazione che ha permesso di completare il lavoro. Si tratta del sotto tenente di fanteria Italo Bonomo, ragazzo del ’99, nato a Vicenza e morto lungo il Piave nel 1918 a causa di una malattia contratta in trincea. Di lui sono state trovate anche delle medaglie. Il nipote ha pensato di rendere omaggio a lui e ad altri caduti con questa donazione. L’esposizione, promossa dalla sezione di Chiuppano dell’Associazione Nazionale del Fante, apre dunque domani. Il ricovero blindato, con accesso da piazza Serragli, ospiterà inoltre la cerimonia per i 70 anni della sezione locale dei Fanti, intitolata alla “Medaglia d’Argento Agostino De Rossi”.

La manifestazione inizia oggi, con la messa alle 18 in memoria dei soci defunti. Domani alle 8.30, raduno in piazza e disposizione del picchetto d’onore in uniforme d’epoca, delle associazioni d’Arma e dei gonfaloni. Dopo l’alzabandiera e la deposizione di una corona sul monumento ai caduti, un corteo sfilerà accompagnato dalla banda fino al Museo della Grande Guerra.

«Questo ricovero blindato è venuto alla luce nel 1995 e, dopo gli interventi di messa in sicurezza da parte del Comune, ci è stato affidato nel 1999», racconta Riccardo Segalla, segretario dei fanti di Chiuppano. «Da subito abbiamo dato il via alla raccolta di materiale bellico risalente alla Grande Guerra, ottenendo un gran numero di reperti da diverse collezioni e in particolare da Mario Maddalena, ricercatore thienese morto nel 2001. Nel 2014 abbiamo iniziato un importante lavoro di catalogazione dei 400 reperti inseriti nelle teche». I pezzi più rari sono una statuetta votiva usata negli altarini militari, una scatoletta di carne ungherese trovata intatta sul Pasubio e un colpo di artiglieria calibro 149 mm, della stessa tipologia del primo colpo sparato dal Forte Verena. I Fanti hanno anche effettuato i lavori di rifacimento dell’illuminazione, sostituita con lampade al led, di manutenzione della sala museale e di tinteggiatura. «Un omaggio a chi, un secolo fa, si è sacrificato per la patria. Ringraziamo i famigliari di Italo Bonomo per la donazione», conclude il presidente Fabio De Rossi. «Il museo sarà aperto tutte le domeniche dalle 10 alle 12, o su prenotazione».

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