L’azienda è fallita Paga il Comune per il rischio cromo

L’ingresso dell’azienda Cromador srl, in via Galilei. FOTO CISCATO
L’ingresso dell’azienda Cromador srl, in via Galilei. FOTO CISCATO
L’ingresso dell’azienda Cromador srl, in via Galilei. FOTO CISCATO
L’ingresso dell’azienda Cromador srl, in via Galilei. FOTO CISCATO

Sarà il Comune a provvedere alla riattivazione della fornitura di energia elettrica, e quindi del sistema di pompaggio e filtraggio delle acque nell'impianto di depurazione, nel fabbricato della Cromador srl di via Galilei. L'azienda, fallita a luglio, nel 2012 aveva rilevato dei valori di cromo nella falda superiori al limite imposto dalla legge, provvedendo a disporre un piano di messa in sicurezza d'emergenza. Con il recente fallimento, però, è stato interrotto l'approvvigionamento di corrente elettrica, disattivando di conseguenza anche la barriera idraulica necessaria per prevenire eventuali contaminazioni. All'ordinanza del sindaco di mercoledì, tramite la quale il primo cittadino Giuliano Stivan ha imposto l'immediato ripristino della fornitura di elettricità, è seguito ieri mattina un incontro in prefettura tra Comune, Provincia, Arpav e il curatore fallimentare Francesco Omassi. «Quest'ultimo ha dichiarato di essere impossibilitato ad eseguire quanto indicato nell'ordinanza perché al momento non avrebbe fondi all'attivo da poter impegnare», spiega Stivan. «Perciò davanti al prefetto abbiamo stabilito che gli interventi di ripristino per la messa in sicurezza della barriera idraulica saranno a carico del Comune di Sandrigo che potrà recuperare le spese sostenute direttamente dal curatore fallimentare. Siamo stati costretti ad anticipare i soldi perché la salute pubblica ha la precedenza su tutto». Il sindaco ha confermato che l'impianto di pompaggio e depurazione delle acque verrà riattivato nella prossima settimana: in quel momento rientrerà l'allarme legato a un possibile inquinamento ambientale. Nel novembre del 2012 l'azienda di cromatura industriale aveva infatti segnalato al Comune di aver individuato due valori di cromo esavalente nella falda, rispettivamente di 18 e di 35 microgrammi per litro, che superavano il parametro massimo di 5 microgrammi per litro. Da quella data a oggi i controlli periodici non avrebbero più rilevato valori oltre la soglia. In seguito ai primi rilievi l'azienda sandricense dispose un piano di messa in sicurezza di emergenza tramite un pozzo posto in prossimità della zona inquinata e il trattamento con un depuratore delle acque, poi scaricate nella rete fognaria. Un primo intervento al quale, come richiesto dal Comune, la Cromador avrebbe dovuto dare seguito con un piano di bonifica. «Le fasi successive, relative a questo piano di bonifica e a una sua realizzazione, saranno concordate tra Comune, Provincia di Vicenza e Arpav. Per il momento – precisa il sindaco – è stata presentato un primo progetto durante la Conferenza dei Servizi dello scorso luglio che però non è stato ritenuto sufficientemente completo. Per questo motivo – conclude – il nostro Comune conferirà un nuovo incarico più ampio e dettagliato che preveda una bonifica completa di tutta l'area. La Provincia ci ha già confermato il proprio sostegno, anche economico, in questo iter». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo

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