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03.11.2019

I gemelli Bassan, eroi dimenticati del Piave

I gemelli Antonio e Girolamo Bassan: morti sul Piave lo stesso giorno
I gemelli Antonio e Girolamo Bassan: morti sul Piave lo stesso giorno

È una storia dolorosa e che lascia l'amaro in bocca per il triste epilogo avvenuto 101 anni fa. È la la vicenda di due gemelli di Vivaro, Antonio e Girolamo, nati il 28 dicembre del 1999 e deceduti sul fronte il 2 luglio 1918 a un'ora di distanza l'uno dall'altro lungo il Piave a Caposile, nel veneziano. Figli di Sante e Rosa Caldognetto si erano arruolati nel 2° Granatieri, Reparto Arditi, il primo con il numero di matricola 24260, il secondo con il numero 24861. I due “ragazzi del '99” avevano una sorella maggiore di due anni: Giuseppina, nonna di Abramo Bonacci che spesso, nel suo dolore, ha raccontato la storia dei fratelli al nipote. «Non è mai stato detto tantissimo di questa storia, forse per il dolore che arrecava con sé, fatto sta che una cosa la nonna me la raccontava sempre – spiega Abramo Bonacci -. Le tornava sempre alla mente il giorno in cui è venuto a mancare il primo fratello Antonio. Quando la notizia venne annunciata a tutta la famiglia dal messo comunale. Del secondo fratello, Girolamo, morto un'ora dopo, si venne a sapere, invece, solo il giorno dopo. E in quel caso il messo comunale non se la sentì di essere lui a portare la triste notizia ai miei bisnonni. Chiese, allora, aiuto al parrocco che si recò in bicicletta nella fattoria di Vivaro dai coniugi Bassan. Il padre vide il sacerdote arrivare e gli disse: «Non dirmi che è morto anche l'altro figlio» e il parroco dovette ammettere la verità. Fu da quel giorno che il mio bisnonno, da prima aiutante in chiesa e sempre presente alle funzioni religiose, non si presentò più. Non parlava con nessuno di quello che era accaduto, si chiuse in un dolore tutto suo che non esternò mai». Antonio e Girolamo si erano arruolati lo stesso giorno e lo stesso giorno ci fu la loro morte. «I corpi – continua Abramo Bonacci – non sono mai stati trovati. Sono stati cercati per più di 10 anni poi la famiglia ci ha rinunciato. Mia nonna ogni volta che raccontava questa storia piangeva, anche perché non aveva un tomba dove andare a piangere i suoi fratelli. Ogni anno, ancora oggi, facciamo dire una messa per loro, è l'unico modo per ricordarli». I due ragazzi prima di partire per la guerra aiutavano il padre nei campi. «Il papà Sante – raccontano Giuliano Grillo e la moglie Sara Vettorello - nel suo atto di matrimonio è registrato di professione come affittanziere, cioè prendeva in affitto i terreni per coltivarli e pagava altri per farsi aiutare nel lavoro. Da quello che sappiamo noi lavorava anche per il conte Schio, a Vivaro. I genitori dopo la tragedia non hanno mai lasciato Vivaro, la moglie è venuta a mancare presto per malattia mentre il marito è vissuto fino ad 88 anni e mai e poi mai ha nominato i figli Antonio e Girolamo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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