La festa

Fulgor, un secolo di sport: «Esempio per i giovani»

“La Fulgor compie 100 e sono orgoglioso di dire che in questo secolo, pur adattandosi ai cambiamenti della società, non è cambiata di una virgola: al suo centro c'è sempre la persona che qui viene per crescere e confrontarsi con gli altri”. Si emoziona don Fidenzio Nalin, anima e guida del patronato San Gaetano di Thiene, quando parla della polisportiva Fulgor nata all'indomani della Grande Guerra con lo scopo di accogliere e formare i giovani attraverso lo sport. Migliaia i thienesi, e non, che hanno varcato il cancello di via S.M.Maddalena per giocare a calcio, pallacanestro e pallavolo, e incontrare gli amici, trascorrendo qualche ora di gioia e spensieratezza. A vegliare su di loro un piccolo esercito di instancabili allenatori, religiosi e dirigenti che hanno fatto la storia di questa associazione sportiva che quest'anno festeggia il traguardo del secolo. «In realtà sarebbero 101 anni se accettiamo come data d’inizio, secondo la tradizione, l'8 dicembre 1921», precisa don Fidenzio. Festeggiamenti rimandati dunque a quest'anno a causa delle restrizioni anti Covid, ma non meno sentiti dalla comunità di Thiene che ieri sera si è riunita in patronato per una serata di ricordi e aneddoti, mentre stamattina alle 10.30 sarà inaugurata la grande mostra fotografica che ripercorre la storia della polisportiva. «Attualmente, se ci riferiamo alle cifre pre-pandemia - spiega don Fidenzio - sono quasi 500 i nostri fulgorini tesserati nei settori in attività: basket, calcio, volley e un pizzico di atletica, seguiti da un gruppo favoloso di dirigenti, allenatori, allenatrici e sostenitori vari, nella più parte ancora all’insegna di un generoso volontariato». Ma, se si torna indietro nel tempo, è possibile mettere in fila una serie variopinta di discipline sportive che si sono fregiate dei colori bianco-celeste della Fulgor: anzitutto ginnastica e atletica, poi hockey, ciclismo, ping pong, perfino sci. «Non possiamo dimenticare chi è stato l’anima di tutto questo acceso fervore - continua don Fidenzio - Su tutti, tre nomi di Giuseppini: fratel Antonio Furlanetto che ha dato avvio e consistenza alle varie attività sportive, Don Aldo Bortoletto e Don Giuseppe Gallio, tanto pacato il primo, quanto focoso il secondo che amava essere chiamato con il cognome, e passato alla storia come “Don Balon”. Con loro, una folla innumerevole, animatissima, cordiale e combattiva al punto giusto di dirigenti, allenatori e allenatrici, personale impegnato nella segretaria e nel supporto di ogni genere; gente che ha fatto della pratica sportiva un terreno privilegiato per il processo educativo dei ragazzi e dei giovani». 
I 100 anni della Fulgor si sovrappongono inevitabilmente alla storia del patronato san Gaetano, come ricorda Filippo Carollo, attuale presidente della polisportiva: «Sono 100 anni di vittorie e sconfitte, di palloni, di corse e di tante varie discipline sportive. Forse, di più, sono stati 100 anni di amicizie vissute, di gioie, di delusioni, di crescite. Ma sicuramente sono stati 100 anni di Patronato. E come il Patronato è cambiato negli anni attraversando le generazioni, anche la Fulgor è cambiata per stare sempre accanto ai giovani, un punto di riferimento sullo stile e con il carisma di San Leonardo Murialdo che fa di tutto per non lasciare indietro nessuno e che ha un occhio attento alle situazioni di povertà e sofferenza». 

 

Alessandra Dall’Igna