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08.01.2020

Eva, restano gli interrogativi sulla morte

Eva Valerio in una foto che la ritrae col mare alle spalle. Restano aperti gli interrogativi sulla sua morte
Eva Valerio in una foto che la ritrae col mare alle spalle. Restano aperti gli interrogativi sulla sua morte

La salma della giovane di Montecchio Precalcino Eva Valerio, trovata morta nel pomeriggio di domenica in una spiaggia del Marocco, è giunta lunedì sera nell'ospedale di Agadir dove verrà sottoposta all'autopsia. Sarà proprio l'esame autoptico a delineare con maggior precisione le cause del decesso della 30enne che da novembre si trovava in vacanza nel paese nordafricano assieme a un amico marocchino, il primo a lanciare l'allarme della scomparsa, poi interrogato per ore dalla polizia marocchina. Il cadavere è stato rinvenuto nel pomeriggio di domenica sulla spiaggia di Boutalha, nota tra i surfisti come ’31k’, uno tra i punti di ritrovo degli sportivi delle onde, a nord di Dakhla. Gli inquirenti marocchini che seguono il caso non hanno trovato segni di violenza sul corpo. Il medico legale ha indicato l’annegamento come probabile causa del decesso, ma il procuratore di Dakhla ha comunque disposto ulteriori accertamenti. Nel frattempo anche la posizione dell’amico, inizialmente interrogato dalla gendarmeria, non è stata chiarita. Ieri l’altro era stato nuovamente ascoltato, anche perché alcuni testimoni avevano riferito di una accesa discussione avvenuta tra lui e la ragazza prima della scomparsa. Resta così aperto il giallo lungo 36 ore e due notti, tra la sparizione della giovane donna, uscita dal camper senza documenti, e il suo ritrovamento sulla battigia, vestita. I genitori della ragazza Luigi Valerio, residente in via Moraro a Montecchio Precalcino con la sorella minore di Eva, Stella, e la madre Nadia Cazzola, che da una decina d'anni vive a Villaverla, in queste ore dovrebbero raggiungere la salma della figlia per poi procedere con le operazioni necessarie per il rimpatrio. Darà supporto alla famiglia il Console Generale d'Italia a Casablanca, Pier Luigi Gentile, che sta seguendo gli sviluppi sin dagli esordi. Una vicenda non ancora del tutto chiara: indiscrezioni confermerebbero che, il giorno prima del ritrovamento del corpo, il padre sarebbe stato avvisato telefonicamente della scomparsa della figlia. Dall'altra parte della cornetta una voce maschile che parlava in italiano e che non avrebbe fornito al genitore elementi utili per consentire un’identificazione. Nel mentre a Vicenza sono decine le attestazioni di cordoglio e dolore per la perdita della giovane montecchiese. Nel capoluogo berico Eva era molto conosciuta: dopo essersi diplomata all’istituto tecnico commerciale “Piovene”, aveva frequentato il primo anno del corso di laurea in psicologia nell’università di Padova per poi seguire un corso da stilista e trasferirsi a Vicenza. Per diversi anni aveva anche lavorato come barista in alcuni locali della città come il Bar Astra di contra’ Barche e il Sartea di corso Ss. Felice e Fortunato. Da circa due anni si era invece trasferita in un rifugio sulle Alpi francesi per lavorare durante le stagioni estive e invernali. «Sono bastati pochi incontri per capire quanto Eva fosse splendida, solare, travolgente, generosa e unica», la descrive ancora scossa l’amica Paola Mazzocchin. «Siamo tutti sconvolti ed è allucinante che se ne sia andata così: restano parecchi interrogativi sulle dinamiche dell’accaduto. Eva conosceva il Marocco e lo aveva già visitato altre volte in passato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo
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