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31.12.2019

Addio “botegheta” dal grande cuore per mezzo secolo

La vecchia botegheta come si presentava negli anni ruggenti
La vecchia botegheta come si presentava negli anni ruggenti

Con l'ultimo giorno di dicembre non termina solo il 2019, ma anche la storia lunga 56 anni del negozio di alimentari della famiglia Riva. Si tratta della “botegheta”, come è stata chiamata per tanto tempo dalle famiglie del quartiere che si sviluppa tra viale degli Alpini e le via De Amicis, Zanella, Fogazzaro ed Europa a Dueville. «L'ultimo “casolin” a conduzione famigliare del paese», ci tengono a specificare Luigi Riva di 92 anni e la moglie Anna Garbinelli di 89, assieme alla figlia Luisa che ha iniziato a lavorare nel negozio di famiglia nel 1985. «Lo abbiamo aperto nell'agosto del 1963: all'epoca ogni via aveva la sua bottega che vendeva sacchi di farina, zucchero e ogni genere alimentare. In quegli anni erano una ventina i negozi come il nostro presenti in paese», ricordano. «Il nostro è stato subito soprannominato “botegheta” per le sue dimensioni: siamo partiti con una stanza di cinque metri per quattro che con il passare del tempo è cresciuta non solo in termini di clientela, ma anche di metratura. Attualmente è ampia circa 100 metri quadrati, ma resta sempre la “botegheta”». Oggi, il 31 dicembre, è il giorno della chiusura definitiva di questo storico negozio duevillese. «Abbiamo preso questa decisione perché le spese, le tasse e la burocrazia da affrontare sono tante e troppo impegnative. Non chiudiamo perché ci siamo stancati del nostro lavoro. Oltre a ciò la grande distribuzione ha reso il tutto ancora più difficile. Ci siamo sempre considerati a servizio del paese, selezionando prodotti di qualità, mettendoci la faccia e aiutando chi si trovava in difficoltà. Per anni abbiamo portato a casa la spesa alle famiglie e a chi non poteva muoversi dalla propria abitazione. Si raccoglievano gli ordini durante la settimana e il sabato si faceva il giro di consegne», aggiungono. «Il nostro negozio è stato un punto di riferimento per il quartiere. Negli anni '70, quando non arrivavano ancora le bollette al domicilio, spesso anticipavamo a diverse famiglie della zona i soldi per la fornitura della corrente e del gas che poi ci restituivano». Un luogo importante anche dal punto di vista sociale considerata la posizione, al civico 38 di viale degli Alpini, in un'area residenziale del centro duevillese, vicina anche all'asilo nido, alla scuola dell'infanzia “Rodari” e alla primaria “Don Milani”. «Non dimenticheremo mai i nostri piccoli amici del “campetto”, ora Parco Diritti dei Bambini, che ogni giorno dopo la scuola o durante le vacanze sono venuti a trovarci per un succo, un gelato o una caramella. Per loro fare degli acquisti in autonomia era una vera e propria conquista. La “botegheta” è stata per molti un luogo di aggregazione: le persone qui hanno sempre trovato una parola, un posto in cui poter informarsi durante la ricerca di lavoro o un di alloggio. Per gli anziani siamo stati un supporto e per le famiglie un punto di riferimento per i propri figli nel tragitto da e verso le scuole. Purtroppo realtà come la nostra stanno scomparendo. I negozi di quartiere o di vicinato – concludono - non ci saranno più e con essi scompariranno quel dialogo e quei momenti d'incontro genuini e di un tempo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo
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