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04.08.2019

Più danni che refurtiva Ko il roccolo Moschele

La porta del roccolo Moschele ancora forzata dai soliti ignoti. M.B.
La porta del roccolo Moschele ancora forzata dai soliti ignoti. M.B.

Il roccolo Moschele torna nel mirino dei malviventi: nella notte tra venerdì e sabato la struttura privata, gestita dal gruppo naturalistico Anthracotherium, è stata colpita da alcuni ignoti che hanno prima tranciato il lucchetto della grata esterna e poi divelto la porta d'accesso in legno. «In 32 anni di gestione dell'edificio, impiegato durante gli eventi organizzati sulle colline delle Bregonze, abbiamo subito complessivamente una decina di furti», spiega Franco Segalla, un componente storico del direttivo del gruppo. «Ad ogni episodio abbiamo cercato di rinforzare sempre più l'ingresso e di non depositare oggetti di valore all'interno del roccolo in quanto, con i primi furti, sono spariti un decespugliatore e una motosega, oltre a un fornello e a strumentazione varia. Perciò negli anni abbiamo ridotto il materiale lasciato all'interno e attualmente è vuoto. L'altra sera qualcuno ha tagliato il lucchetto, forse con un flessibile, per poi sfondare la porta con un piede di porco. I responsabili di tutto ciò non hanno trovato nulla all'interno, a noi invece sono rimasti oltre 500 euro di danni». Il roccolo si trova in una posizione isolata sulle Bregonze, tra via Marola di Chiuppano e via Schefferla a Carrè, e perciò viene spesso monitorato. Alle 21 di venerdì, infatti, un volontario ha verificato che tutto fosse in ordine. Forse i malviventi hanno atteso che si allontanasse per poi entrare in azione. «L'effrazione precedente risale a due anni fa: in quell'occasione avevano tentato di rubare i gazebo della pro loco, fortunatamente senza riuscirci», aggiunge Segalla. «Non capiamo il senso di tutto ciò, considerando che è risaputo che all'interno non viene lasciato più nulla». In seguito all'accaduto Segalla e il gruppo Anthracotherium hanno lanciato un appello. «La collina deve essere frequentata: più gente passa per le Bregonze, più saranno sicure e controllate», conclude. «Inoltre, a chi parcheggia la propria auto dietro al museo da noi gestito, consigliamo di non lasciare nessun oggetto di valore. Può capitare che, al termine di una passeggiata, il proprietario del veicolo si ritrovi il finestrino infranto e l'auto messa sottosopra». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Billo
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