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19.03.2019

Occhi puntati sul cyberbullismo Allo Scotton la rete sotto esame

Il vice questore di Bassano, Elena Peruffo, allo Scotton. FOTO CISCATO
Il vice questore di Bassano, Elena Peruffo, allo Scotton. FOTO CISCATO

Si accendono i riflettori sul “Bullismo e cyberbullismo”. In una società dove i comportamenti violenti tra i ragazzi, soprattutto nei confronti dei giovanissimi, dalla vita reale si spostano sempre più sui social network, la prevenzione diventa fondamentale. E lo diventa ancora di più in un'area, quella di Vicenza e provincia dove, fortunatamente, il fenomeno è ancora da considerarsi «sotto controllo». Ad affermalo il vice questore Elena Peruffo, dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Bassano che si è resa disponibile a partecipare a un progetto promosso dall'Istituto “Andrea Scotton” di Breganze per aiutare gli studenti a riconoscere e affrontare i fenomeni di bullismo e cyber-bullismo e parlare dei pericoli della rete e delle eventuali implicazioni di natura penale. «Non è facile sviscerare dati sul bullismo e sul cyberbullismo – ha affermato il vice questore – perché si tratta di fenomeni che non sono immediatamente percepibili. Capire se uno studente è vittima di bullismo o il carnefice, non è così immediato in quanto difficilmente ci arrivano le denunce. Posso comunque ritenere che, dalle informazioni in nostro possesso Vicenza e la sua provincia sono ancorarealtà edulcorate. Dai questionari somministrati agli studenti dello Scotton di Breganze e da me analizzati prima di fare gli interventi pubblici, posso dire che i casi di bullismo e cyberbullismo si contano sulle dita di una mano e riguardano soggetti problematici». Attraverso la sua competenza ed esperienza, Peruffo ha offerto agli studenti conoscenze e strategie per utilizzare in modo consapevole e critico le nuove tecnologie, per individuare o prevenire situazioni di rischio, sviluppando la consapevolezza del rischio di diventare vittime di reati o di commetterli. «I nuovi strumenti tecnologici, in grado di veicolare parole ed immagini in tempo reale, possono trasformarsi in cyberbullismo, ovvero in armi pericolose e sfociare in gravi reati contro la persona – ha spiegato il vice-questore -. A questo spesso non si pensa ma voi dovete sempre ricordarvi che tutto quello che scrivete nella rete rimane nel mondo virtuale. Perciò bisogna fare molta attenzione e anche quando acquistate un nuovo cellulare o cambiate rete telefonica firmate vari documenti nei quali date il consenso per utilizzare i vostri dati personali. Date al mondo virtuale la possibilità di entrare nella vostra vita: c'è un “Grande Fratello” dal quale non si fugge che controlla i vostri gusti e le vostre scelte». Ma bisogna attuare delle scelte consapevoli per proteggere se stessi e gli altri il più possibile. L'uso che si fa della rete, può portare a dei veri e propri reati, che possono essere anche penali, come ad esempio la diffamazione. «E ci sono anche una serie di atteggiamenti che a volte vengono considerati innocui, altre possono diventare dei reati – ha continuato la relatrice -. Ad esempio inviare decine di messaggi di giorno all'amica che ti risponde non è reato, ma se si inizia farlo ad esempio di notte e vai avanti per ore si passa ad atto persecutorio, stalking. Usate la rete con giudizio perché è questione di un attimo cadere in un reato, essere denunciati. E ricordatevi che i reati sono riportati nella banca dati della Polizia di Stato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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