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22.03.2019

Muore prima della firma Niente cognome alla figlia

La facciata del municipio di Breganze. ARCHIVIO
La facciata del municipio di Breganze. ARCHIVIO

Giancarlo, Lisa, Beatrice e Matilde. Una famiglia che avrebbe meritato di vivere insieme di più, ma i desideri non sempre si possono esaudire. Un male incurabile si è portato via Giancarlo Re in brevissimo tempo, a soli 44 anni, lasciando sole la compagna Lisa Sartori (32 anni), la piccola Beatrice di 2 anni e mezzo, e Matilde che nascerà a metà maggio. Giancarlo non potrà più abbracciare Lisa, non potrà giocare con Beatrice e non solo non potrà veder nascere Matilde, ma la burocrazia non permetterà alla bambina di avere il cognome del papà, visto che i genitori non erano sposati. Eppure questo papà coraggio, apprezzato carrozziere, difficilmente sarà dimenticato. Quando Re ha scoperto che gli rimaneva poco da vivere, fedele a sé stesso fino in fondo, ha pensato subito alla sua famiglia: la compagna che non è riuscito a sposare, la piccola Beatrice che adorava e la bimba in arrivo. Quest’ultima in particolare, lei che ancora cresce nella pancia della sua mamma. La preoccupazione di Giancarlo è stata quella di trovare un modo per riconoscerla, per darle il suo cognome prima che fosse troppo tardi. «Quando ha scoperto di avere una malattia incurabile, si è preoccupato di cercare un modo per riconoscere la piccola – racconta la compagna Lisa -. Così ci siamo attivati per fare tutte le pratiche necessarie, ma non sono arrivate in tempo. Quei documenti, per lui così importanti, non è riuscito a firmarli». Il dolore di Lisa, per non essere riuscita a esaudire il desiderio del suo compagno è indescrivibile. E ha lasciato l’amaro in bocca anche a tutte le persone che lo conoscevano e che gli hanno voluto bene. Un dispiacere che è arrivato fino agli uffici comunali, ai dipendenti e al sindaco Piera Campana. «Situazioni del genere non possono che rattristare tutti noi – commenta il sindaco -. Purtroppo la legge è inflessibile, e se i documenti non sono firmati dal diretto interessato, non possiamo fare nulla». Ma se proprio non sarà possibile avere il cognome del padre, sarà il nome – Matilde - il preferito dal papà, a testimoniare l’amore di Giancarlo per la piccola che nascerà a metà maggio. E in quel nome ci sarà tutto suo padre. Perché Matilde, così come Beatrice sapranno sempre chi era il loro papà attraverso i racconti di Lisa, la loro mamma. «Giancarlo era un grande uomo che non sapeva neppure cosa fosse la cattiveria – racconta Lisa -. E credo che la presenza numerosissima di persone al suo funerale ne sia stata la dimostrazione più concreta. Alle bambine racconterò di un padre che le amava tanto. Beatrice era la sua vita, appena aveva del tempo libero lo dedicava prima di tutto alla bambina. Anche quando abbiamo saputo di attendere una seconda figlia Giancarlo era felicissimo. Di lui mi mancherà tutto, era un sostegno importante, perché era sempre positivo, affrontava ogni situazione, anche la più difficile, con allegria. Non l’ho mai visto con il viso rabbuiato, aveva il sorriso stampato sulle labbra. Vedeva il lato bello ovunque. Dopo la famiglia e il suo lavoro, aveva altre due passioni, andare a funghi e la Juventus. Questo è il papà che racconterò alle mie figlie». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvia Dal Maso
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