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28.01.2020 Tags: Valli del Pasubio

Volantino choc
con svastica
«Riaprire i forni»

Il volantino choc comparso a Torrebelvicino
Il volantino choc comparso a Torrebelvicino

Un volantino choc, firmato con una svastica. È quello che ignoti hanno affisso nella notte tra lunedì e martedì alla bacheca della sede del Pd di Torrebelvicino, in via 25 luglio, vicino alle sedi locali dell’Anpi e dell’Arci. "27 gennaio giornata della memoria, ricordiamoci di riaprire i forni: ebrei, rom, sinti, froci, negri, comunisti. Ingresso libero". Parole che fanno rabbrividire.

 

La scoperta è stata fatta questa mattina. Un atto vile e vergognoso, compiuto proprio nel Giorno della Memoria, e denunciato sui social da Coalizione Civica Schio. "Stücke. Pezzi. Così i nazisti chiamavano chi veniva prelevato e rinchiuso nei campi di concentramento. Un pezzo è un oggetto. Essendo un oggetto puoi farci quello che vuoi e quando hai finito di usarlo, lo puoi pure bruciare buttandolo in un forno - si legge nel post pubblicato da Coalizione Civica Schio -. Questo foglio affisso oggi a Torrebelvicino racconta questo. La violenza passa attraverso una lenta deumanizzazione. Fa inorridire. Quando non si riconosce la dignità umana altrui si mette in discussione pure la propria. La libertà conquistata con la fine del nazifascismo va difesa tutti i giorni. Essere antifascisti vuol dire ricordare sempre chi è morto per la nostra libertà di pensiero e parola oggi".

 

I Carabinieri hanno già avviato le indagini per risalire gli autori della «rivendicazione». I militari vaglieranno anche le immagini della videosorveglianza sparse nella zona.

 

 

LE REAZIONI

«Condanno fermamente e stigmatizzo questo gesto scellerato compiuto da qualche ignorante che non ha trovato di meglio che scrivere queste idiozie». Lo afferma in una nota Francesco Rucco, sindaco e presidente della Provincia di Vicenza, commentando il volantino con scritte naziste affisso all’esterno della sede Pd di Torrebelvicino. «Purtroppo - prosegue Rucco - quanto accaduto non fa altro che confermare come sia fondamentale continuare l’importante azione di sensibilizzazione che stiamo portando avanti con forza sull’olocausto del popolo ebreo e sulle nefaste conseguenze provocate da tutti i totalitarismi». 

 

«Esprimiamo profonda condanna e rabbia rispetto a questo gesto, e solidarietà e vicinanza al Pd, all’Anpi ed all’Arci, vittime di questo vero e proprio oltraggio ed attacco». È il commento di Giampaolo Zanni, segretario Cgil della provincia di Vicenza, in riferimento al cartello con svastiche esposto a Torrebelvicino. «Per un’organizzazione democratica come la Cgil, nata all’inizio del secolo scorso e che proprio il regime fascista ha soppresso - continua Zanni - il ripudio del fascismo e del nazismo, e dello sterminio degli ebrei, di tanti altri e degli oppositori politici, operato da quei regimi, per noi è un riferimento di fondamentale. Ma nel contempo anche un attuale valore politico, culturale, etico e sociale, che ogni cittadino dovrebbe condividere per non dimenticare un pezzo drammatico della nostra storia ed evitare che si ripeta. Non possiamo tacere di fronte a questo cartello - conclude - non a caso esposto nelle bacheche di organizzazioni democratiche ed antifasciste nella giornata della memoria voluta per non dimenticare lo sterminio». 

 

«Che il cartello razzista e antisemita sia stato appeso nella bacheca della sede del Pd o di qualsiasi altra formazione politica non cambia, è il contenuto di quel cartello a lasciare senza parole: becero, stupido e fuori dal tempo». Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale veneto Stefano Fracasso condanna il cartello con frasi razziste e antisemite trovato nella notte tra il 27 e il 28 gennaio a Torrebelvicino ( Vicenza). Un gesto di cui, sottolinea Fracasso, è arrivata notizia «proprio mentre in Consiglio regionale veniva approvata all’unanimità la legge per promuovere iniziative per la conoscenza della Shoah e per il Giorno della Memoria». «In questi giorni - aggiunge l’esponente Dem - si sono verificati diversi episodi di questo genere. Per questo, non dobbiamo fare l’errore di classificarli come semplici provocazioni o bravate: serve una condanna netta e unanime per isolare chi nel 2020 ancora guarda con nostalgia a ideologie che diffondono odio e discriminazione, che hanno segnato pagine buie per il nostro Paese e sono già state bocciate dalla storia».

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