Malo

Vandali sulla tomba. E ora recidono il vigneto

La pianta: l’immagine mostra i grappoli maturi e il taglio netto della vite
La pianta: l’immagine mostra i grappoli maturi e il taglio netto della vite
La pianta: l’immagine mostra i grappoli maturi e il taglio netto della vite
La pianta: l’immagine mostra i grappoli maturi e il taglio netto della vite

Sono entrati nottetempo e hanno tagliato di netto tronchi e rami delle viti quasi pronte per la vendemmia. Inquietante episodio a Malo, dove in più occasioni alcuni sconosciuti si sono introdotti nell’area coltivata vicino all’abitazione di Gianluca Zanella, in via Martinè. Un atto tanto inspiegabile quanto odioso, per i proprietari, in quanto diretto contro un vigneto dal forte valore affettivo: le viti erano state curate per anni dal padre di Zanella, mancato nel novembre scorso. Il padrone di casa e la moglie si sono rivolti ai carabinieri della stazione di Malo. Tutto ha inizio una quindicina di giorni fa.

«Ho notato che le foglie delle viti stavano appassendo - racconta Zanella - così mi sono avvicinato e, seguendo la ramificazione della pianta, ho visto che era stata tagliata a 40 centimetri dal terreno». Una circostanza inspiegabile, che poi si è ripetuta: Zanella riferisce di almeno 3-4 intrusioni nelle ultime due settimane. Il bilancio è di 12-13 viti tagliate a livello del fusto oppure all’altezza dei rami, spesso dove c’erano già i grappoli d’uva. Il risultato è un dimezzamento della produzione di vino, che il titolare riservava per uso domestico, ma i raid pongono anche altre domande.

«Qualcuno ha violato la nostra proprietà ed è questo che mi dà più fastidio - spiega la moglie di Zanella - ora cominciamo ad avere un po’ di paura». All’interno del vigneto, che conta circa 50 piante, le viti presentano dei tagli netti, praticati probabilmente con delle cesoie o con forbici da giardinaggio. Marito e moglie non riescono a spiegare le cause di quanto accaduto. «Noi non abbiamo mai litigato con nessuno. Nessuno ci ha minacciato, non sappiamo chi ringraziare» continuano i coniugi. «Queste viti hanno un valore affettivo - prosegue Zanella - mio papà curava con passione l’orto e il vigneto; purtroppo è mancato a novembre ed io ho voluto provare a portare avanti questa tradizione, per lui. In 50 anni non è mai capitato nulla, mai sparito neanche un ortaggio. E anche adesso non hanno toccato nulla, non hanno rubato neanche un attrezzo: si sono accaniti solo sulle viti. Hanno voluto rovinare il vigneto. Sembra un dispetto contro la nostra famiglia, ma non trovo un senso a tutto questo».

È mistero, dunque, su chi possa essere l’autore del gesto e su quali possano essere le motivazioni di un atto che avrà i suoi effetti anche per il futuro: serviranno anni, infatti, affinché le viti recise possano tornare alle dimensioni che avevano prima dell’incursione. Oltre a questi attacchi, si registrano anche episodi di diversa natura. «Dalla tomba di mio papà, al cimitero, hanno strappato e portato via fiori, rubando anche dei vasetti», rivela Zanella. Difficile dire se le due vicende possano essere collegate. Ora il titolare del vigneto spiega di essere impegnato ogni giorno a controllare le viti. Resta l’inquietudine per un fatto al momento senza spiegazioni. 

 

Matteo Carollo