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23.04.2019

Muore escursionista travolto da una slavina

Il luogo, ricoperto di neve e ghiaccio, dove i vigili del fuoco hanno recuperato la salma dell’escursionista
Il luogo, ricoperto di neve e ghiaccio, dove i vigili del fuoco hanno recuperato la salma dell’escursionista

«Torno a casa per pranzo», ma il ghiaccio e la neve resa insidiosa dalle temperature primaverili lo hanno tradito e non ha potuto festeggiare la Pasqua con la famiglia. Ha perso la vita domenica mattina l’escursionista Roberto Trevellin, 57 anni, impresario edile di Torri di Quartesolo che viveva in via Tesina 52. Una tragedia che nella fase di recupero della salma ha rischiato di coinvolgere anche i vigili del fuoco, travolti a loro volta da una slavina nel boale di Sant’Antonino. Una delle tante scariche di neve che sarebbero state fatali a Trevellin, partito all’alba con l’obiettivo di raggiungere il rifugio Papa a 1928 metri. L’ultimo contatto con i suoi era stata una fotografia inviata proprio dal Papa durante una sosta. Poi, il silenzio e l’allarme dei famigliari al 118. LE RICERCHE. Non è stato facile individuare la posizione di Trevellin, anche perché le indicazioni fornite sulla escursione erano state piuttosto vaghe e solo lo scatto inviato dal rifugio poteva far presumere la sua posizione. Un aiuto è arrivato dalle possibilità offerte dall’elicottero dei vigili del fuoco “Drago 71”, che consente di perlustrare ampie aree. Alla difficoltà nell’individuare l’uomo, si sono aggiunte quelle mutevoli del meteo. Il volo di ricognizione ha individuato il corpo di Trevellin a 1.850 metri nel boale del Sant'Antonino, un'area molto suggestiva ma ripida e resa impervia dal ghiaccio. LA VALANGA. Due tecnici dei vigili del fuoco, che intanto si erano attrezzati con ramponi e piccozze da uno dei rifugi della zona, sono stati calati dall'elicottero tramite il verricello. Proprio quando i due uomini erano al lavoro per raggiungere la salma, recuperarla e disporla su una barella, una valanga si è staccata dal boale e li ha travolti, spostandoli di qualche metro. Poco dopo, è arrivato anche l'elicottero di Verona Emergenza, che ha sbarcato il suo personale: il medico non ha potuto fare altro se non constatare il decesso di Trevellin e, allo stesso tempo, ha verificato che i soccorritori dei vigili del fuoco non si fossero feriti a causa della valanga. Quindi, il recupero è avvenuto secondo la prassi: il corpo dell'escursionista è stato trasportato al rifugio Balasso ed è stato affidato al carro funebre e alla squadra del soccorso alpino della stazione di Schio guidato da Luca Nardi, che era pronta ad intervenire per supportare le operazioni. LA DINAMICA. La salma, che era stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, è stata dopo poche ore restituita alla famiglia, che potrà ora organizzare l'ultimo saluto al suo caro. Nonostante Trevellin fosse attrezzato con ramponcini con le catenelle, la ricostruzione dei tecnici farebbe propendere per una caduta a causa del ghiaccio e per una morte avvenuta in seguito alle lesioni da caduta. Il corpo è stato ritrovato parzialmente coperto da neve, come se una valanga o una slavina fosse caduta prima dei soccorsi. Quella che potrebbe esser stata fatale allo sfortunato Trevellin. Le operazioni hanno impegnato vigili del fuoco del distaccamento di Schio e quelli del Saf, il reparto speleo alpino fluviale dei pompieri del comando di Vicenza, oltre al soccorso alpino. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Karl Zilliken
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