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08.08.2019

I bambini: «Ciao Giulio, ora veglia su di noi»

Il piazzale della chiesa di S.Antonio gremito di folla per l’ultimo saluto a Giulio.  FOTO DONOVAN CISCATOL’arrivo del feretro in chiesa, accolto dai concelebrantiGiulio Cortiana, 3 anni
Il piazzale della chiesa di S.Antonio gremito di folla per l’ultimo saluto a Giulio. FOTO DONOVAN CISCATOL’arrivo del feretro in chiesa, accolto dai concelebrantiGiulio Cortiana, 3 anni

«Stiamo mandando un messaggio al cielo con tante cose belle per te. Dentro troverai i nostri baci e tante parole dolci per dirti di vegliare su di noi da lassù. Proteggi la tua famiglia sotto l’ombra delle tue bianche ali». È il messaggio scritto dai bambini dell’asilo di Sant’Antonio di Valli del Pasubio e lanciato in cielo con dei palloncini bianchi al termine del funerale del piccolo Giulio Cortiana. Dal sagrato della chiesa della frazione, gremito da parenti, amici, conoscenti, compaesani, le parole dei bimbi, vergate su un foglio, si sono librate in aria, fino a scomparire tra le nuvole. Una folla commossa di circa 500 persone ha partecipato ieri pomeriggio alle esequie dello sfortunato bimbo spirato circa una settimana fa all’ospedale di Santorso. Sono le 16 quando il carro funebre arriva di fronte ad una chiesa gremita, con decine di persone costrette a seguire la cerimonia dal sagrato. Presenti il sindaco Carlo Bettanin e il presidente del comitato dei sindaci Alto Vicentino Franco Balzi. La piccola bara bianca è accolta dal parroco don Giuseppe Pasquale, che celebra la liturgia assieme a don Gaetano Santagiuliana, parroco di Giavenale e per molti anni nella località valligiana, don Evariano e il diacono Fabio Fontana. I genitori, sconvolti, accompagnano il feretro in chiesa; all’esterno e all’interno sono stati sistemati dei palloncini colorati, mentre vengono raccolti dei fondi per l’asilo di Sant’Antonio. Anche il cielo, coperto di nubi, sembra essersi rabbuiato per una tragedia che ha segnato tutto il paese. Un applauso accoglie il feretro in chiesa. Inizia la cerimonia; don Giuseppe legge il Vangelo di Marco, nel passo in cui Gesù dice ai discepoli: «Lasciate che i bambini vengano a me». «Il vuoto non dovrebbe pesare – esordisce il parroco nell’omelia -. Eppure ci sono dei vuoti che pesano come montagne e credo che il vuoto lasciato da Giulio sia uno di questi. Negli ultimi 10 giorni lo abbiamo sentito tutti». Il celebrante si riferisce a Giulio parlando al tempo presente. «Giulio è un grande regalo, un regalo di Dio – sono le sue parole -. Nei pochi anni in cui è stato qui sulla Terra, egli ha fatto intravvedere il tutto della vita. Giulio continua ad essere un regalo, è una stella che continua a brillare nel buio della nostra vita». E ancora: «Giulio è stato, e continua ad essere, un piccolo assaggio di Paradiso». Straziante il messaggio della cugina, letto dal parroco: «Un bambino speciale, quasi magico: basta pensare a lui per sorridere. Ed era così anche grazie a chi lo circondava, soprattutto ai suoi genitori Erica e Luca». Un altro messaggio letto dall'altare: «Giulio, tutti ti rcordano come un bambino con una marcia in più. Mi manca tutto di te: il tuo sorriso, i tuoi modi di dire, i tuoi abbracci. Hai un posto grande nel mio cuore, ricorda che ti voglio un bene immenso». Alla fine, l’uscita dalla chiesa, l’abbraccio della comunità ai genitori e ai parenti e i palloncini che volano in cielo con l’applauso commosso della folla. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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