Valli del Pasubio

Un secolo di storia: il rifugio Achille Papa, sul monte Pasubio, compie 100 anni

Il rifugio Papa, incastonato sul monte Pasubio, pronto per la nuova stagione estiva
Il rifugio Papa, incastonato sul monte Pasubio, pronto per la nuova stagione estiva
Il rifugio Papa, incastonato sul monte Pasubio, pronto per la nuova stagione estiva
Il rifugio Papa, incastonato sul monte Pasubio, pronto per la nuova stagione estiva

Il rifugio Achille Papa, sul monte Pasubio, compie 100 anni. Il prossimo 6 luglio lo storico luogo, che custodisce un capitolo di storia importante per il territorio, taglia un traguardo significativo, ma intanto sabato riapre la stagione che proseguirà ininterrottamente fino al 16 ottobre e poi nei fine settimana fino al 6 novembre. Molte le novità di quest'anno tra cui l'apertura della nuova ala. «Sono tre anni - spiega Renato Leonardi, gestore da 44 anni del rifugio - che lavoriamo per la ristrutturazione dell'intera struttura. Siamo partiti con la sistemazione del bar al piano terra, abbiamo proseguito con l'ala est, la più vecchia, per arrivare all'ampliamento sul lato destro. Di fatto una rivisitazione in chiave moderna del rifugio originario, che si chiamava "Rifugio Pasubio", inaugurato il 6 luglio 1922».
Da due anni il rifugio ha abbracciato anche la filosofia "plastic free" abolendo tutte le stoviglie plastiche e le bottigliette. «Abbiamo deciso di incentivare l'uso delle borracce che possono essere riempite da noi di acqua della Fonte Regina che abbiamo nei boccioni, ad un euro - continua Leonardi - per chi ne è sprovvisto ci sono i brik in carta da mezzo litro. L'acqua è un bene molto importante, sul Pasubio non ce n'è, è tutto carsico e non ci sono fonti. Il rifugio è approvvigionato da acqua piovana che facciamo esaminare ogni anno».
Un'annata eccezionale quella di quest'anno che fa partire la stagione in anticipo e con i percorsi già sgomberi da neve e puliti grazie all'intervento del Cai lo scorso 28 maggio. «Non bisogna essere impreparati - spiega Leonardi - perché la Strada delle Gallerie è molto gettonata come percorso, ma ci sono sempre 800 metri di dislivello. Prima di partire vanno valutate le proprie condizioni fisiche e il meteo. Non è un percorso alpinistico, ma non è da sottovalutare in quanto, una volta imboccata la strada, non c'è modo di uscire. O si arriva in cima o si torna indietro». Le scarpe e l'attrezzatura sono importanti prima di affrontare un percorso in montagna. «Lo scorso fine settimana abbiamo visto arrivare persone in pantaloncini corti e maglietta. Il meteo in montagna fa presto a cambiare e la minima pioggerellina fa crollare drasticamente le temperature».
Al via quindi la nuova stagione estiva, del rifugio ampliato e ristrutturato, ma che conserva sempre la sua tradizione. Da sabato si potranno tornare a gustare il classico "minestrone del rifugio", la polenta con i funghi, il gulasch e i panini. «È un rifugio del Cai - ricorda Leonardi - ci teniamo a fare un servizio buono e semplice. Non vogliamo diventare un ristorante stellato. Offriamo prodotti locali e piatti classici da rifugio. Polenta e funghi, pasta fresca di Valli, con ragù particolari, soppressa di sant'Antonio e formaggio della val Leogra». Una passeggiata, impegnativa ma non impossibile, che fa arrivare in un luogo che trasuda di storia e fa trovare un punto di ristoro per godersi il panorama.

Rubina Tognazzi